Piacenza: giudice, 'carabiniere Montella ha fatto scelta criminale netta e irreversibile'

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Milano, 19 nov. (Adnkronos) – Giuseppe Montella, il carabiniere della caserma Levante condannato a 12 anni con rito abbreviato per reati che vanno dalla tortura allo spaccio di droga e considerato il capo del gruppo finito in manette a Piacenza, ha "intrapreso una scelta criminale netta e irreversibile, avendo asservito la divisa a finalità delinquenziali finalizzate al mero arricchimento personale, senza alcuno scrupolo". E' uno dei passaggi contenuto nelle motivazioni della sentenza di primo grado firmate dal gup Fiammetta Modica.

Se il giudice riconosce al militare di essersi in parte riabilitato "per la significativa collaborazione resa nel corso delle indagini e del processo", dall'altro ne emerge "una personalità violenta, un uomo che tiranneggiava i suoi confidenti poco più che ragazzi, con minacce e percosse per indurli a fornire informazioni, mantenere il silenzio e, al contempo, per ritagliarsi canali di approvigionamento e di spaccio di sostanze stupefacenti nel mercato locale della droga". Un uomo "che non ha esitato a fungere da corriere", pur essendo "pienamente consapevole del disvalore di tale condotta e della pericolosità", il tutto per una vita "fatta di apparenza e e di ostentazione", gestita con "assoluto cinismo e strumentalizzazione degli altri".

Quello di Montella è un profilo "criminale di spessore, di un uomo scaltro ormai radicato nel contesto delinquenziale piacentino ove la divisa era assurta a strumento di scambio e di rassicurazione per i suoi sodali. La sua personalità viene tratteggiata dagli informatori e dal tenore delle intercettazioni che dipingono le sue stabili attività illecite, ma soprattutto la sua indole violenta e la mancanza di scrupoli", chiosa il giudice.

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