Piacenza, legale Carabiniere arrestato: "Non è uno spaccone"

webinfo@adnkronos.com

"E' molto provato, non ha l’atteggiamento baldanzoso e da ‘spaccone’ che emerge dall’ordinanza del gip e dai racconti giornalistici". Viene descritto così all’Adnkronos, dal suo difensore Daniele Mancini del foro di Lodi, uno dei carabinieri finiti ieri in carcere nell’ambito dell’inchiesta della procura di Piacenza che ha portato al sequestro della caserma cittadina Levante e all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci militari, accusati di aver dato vita a un giro di arresti illegali, spaccio di droga, pestaggi ed estorsioni. 

Dal punto di vista della difesa del carabiniere, che oggi ha incontrato i suoi legali nel penitenziario di Piacenza dove si trova, adesso è importante "evidenziare i ruoli dei singoli, perché da quanto è trapelato finora sembra si tratti di un’organizzazione unitaria e granitica, ma da quello che abbiamo esaminato non è così, bisogna capire chi ha le maggiori responsabilità", prosegue Mancini, che co-difende il militare insieme al collega Paolo Molaschi. L’appuntato della stazione Piacenza Levante, anche lui ora in carcere e individuato dagli inquirenti come la persona in cima alla ‘piramide’ criminale venutasi a creare nella caserma, è invece difeso da Emanuele Solari. Contattato, l’avvocato ha preferito non rilasciare dichiarazioni spiegando che al momento "non c’è nulla da dire". 

Guerini: "Avviata inchiesta interna su controlli" 

Per un altro dei carabinieri fermati l’arresto è stato un "fulmine a ciel sereno". Il militare è uno degli appuntati scelti dei carabinieri in servizio alla stazione di Piacenza Levante, ora sequestrata, arrestato ieri insieme a cinque colleghi su disposizione della procura piacentina. Lo dice all’Adnkronos il suo avvocato, Mariapaola Marro del foro di Milano, che lo ha incontrato oggi pomeriggio nel penitenziario della città dove si trova da ieri mattina in attesa dell’interrogatorio di garanzia.  "E' molto preoccupato - spiega ancora il difensore -. Si professa totalmente estraneo ai fatti contestati, si è trovato improvvisamente dall’altra parte della sbarra senza aver fatto nulla e teme per le ripercussioni sul lavoro, lavoro che svolge da anni". I fatti ricostruiti dai pm e riconosciuti dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare sono "sicuramente gravi, ma non lo coinvolgono", conclude il legale. 

L'Ordinario Militare: "Misure dure per carabinieri corrotti" 

STAZIONI MOBILI OPERATIVE - Sono intanto già operative le due stazioni mobili dei carabinieri inviate a Piacenza dall’Arma per ‘compensare’ la chiusura della caserma Levante. 

Le due stazioni mobili sono mezzi arredati come veri e propri uffici, con scrivania, poltroncine e tutto l’occorrente per formalizzare sul posto denunce e segnalazioni da parte dei cittadini. Si tratta di una soluzione solitamente utilizzata nelle località turistiche nei periodi di maggior affluenza, per dare supporto alle stazioni locali. Al momento i due mezzi arrivati a Piacenza si trovano entrambi in via Caccialupo, nei pressi della caserma sequestrata, ma potranno essere spostati in base alle necessità. Il loro invio, insieme a quello di otto carabinieri in sostituzione dei colleghi sospesi, era stato annunciato ieri sera dall’Arma. 

 

Il nostro obiettivo è quello di creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano interagire tra loro sulla base di interessi e passioni comuni. Per migliorare l’esperienza della nostra community abbiamo sospeso temporaneamente i commenti agli articoli.