A Piacenza nasce comitato per Via Francigena patrimonio Unesco

Red
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Milano, 24 mar. (askanews) - A Piacenza si è costituito un Comitato di privati che intende sostenere e collaborare con le Istituzioni pubbliche locali che appoggiano il dossier per il riconoscimento della Via Francigena Italia come patrimonio Unesco. Un dossier che vede Regione Toscana capofila, insieme a Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e recentemente il proseguimento in Campania e in Puglia. Su 3.268 chilometri di strada da Canterbury a Santa Maria di Leuca, oltre 1.800 si snodano in Italia. Piacenza è un noto crocevia Romano e Medievale su cui hanno gravitato per secoli tutte le vie maestre che univano il Nord e il Sud, l'Est e l'Ovest della penisola italiana: un centro nevralgico di migliaia di pellegrini all'anno.

Prima iniziativa del Comitato - referente il piacentino Giampietro Comolli - è quella di affiancare l'impegno dei sindaci dei nove Comuni (Alseno, Calendasco, Carpaneto, Fiorenzuola, Piacenza, Pontenure, Cadeo, San Giorgio, Rottofreno) che segnano il percorso maestro. Il sodalizio intende essere supporto di valorizzazione e promozione della "Tratta Piacenza", di 76 chilometri, alla richiesta di candidatura del tratto italiano della Francigena a Patrimonio dell'Unesco promosso da Aevf. Il Comitato intende attivare tutti i rapporti nazionali con potenziali stakeholder al fine di creare un movimento d'opinione locale che punti su un binario condiviso per dare sostegno alle strutture dislocate lungo il percorso.

La Via Francigena è una strada percorsa da pellegrini, mercanti, soldati, commercianti che univa l'Europa del Nord a Roma, poi fino a Santa Maria di Leuca in Italia, quindi a Gerusalemme. Percorre una via già nota ai tempi della Gallia Cisalpina e del Regno Longobardo, metteva in comunicazione la pianura padana con lo Stato della Chiesa e altri ducati del centro Italia. E' stata la prima Via Romea. Oggi la "viamaestra" di 79 tappe si rifà al diario di viaggio del vescovo britannico cattolico Sigerico, quando nel 990 fece rientro alla sua cattedrale di Canterbury nel Kent inglese dopo aver ricevuto a Roma dal Papa Giovanni XV° il Pallio Arcivescovile. Diario tuttora custodito a Londra alla British Library.