Piano Colao, Cambiamo: niente risorse e qualche tassa in pi

Pol/Bac

Roma, 9 giu. (askanews) - "Quasi alla vigilia della prossima operazione immagine del presidente Conte, gli Stati Generali dell'Economia, si volatilizza, fra orchestrate fughe di notizie e polemiche interne alla maggioranza, la precedente: la Task Force guidata da Vittorio Colao". Lo dichiarano i membri dell'esecutivo e i parlamentari di Cambiamo con Toti, Nicola Benedetto, Stefano Benigni, Massimo Berutti, Pino Bicchielli, Manuela Gagliardi, Adriano Palozzi, Claudio Pedrazzini, Gaetano Quagliariello, Paolo Romani, Giorgio Silli, Alessandro Sorte.

"Il report presentato ieri, frutto di due mesi di lavoro di illustri esperti, sconta - sostengono - alcuni difetti evidenti: la totale assenza di indicazioni sul reperimento delle risorse, sulle modalit di intervento specifiche e sui soggetti in capo a cui dovrebbe essere l'iniziativa; una buona dose di banalit; qualche vero e proprio strafalcione; e, cosa ancor pi grave per questa maggioranza, tocca alcuni nervi scoperti del grillismo pi intransigente, a partire dal 5G. Non mancano altres indicazioni corrette e gi oggetto di proposte politiche: dalla riforma della giustizia, allo sviluppo delle infrastrutture, fino alla digitalizzazione del Paese, e per l'immediato la soppressione della norma che individua il contagio da covid19 come infortunio sul lavoro".

"Ma una lacuna stupisce pi di tutte ed il non aver individuato - osservano gli esponenti di Cambiamo - la contrazione dei consumi come uno degli aspetti pi importanti di questa crisi economica: dunque emerge ancora di pi nella sua totale inopportunit la proposta di tassare il contante e di promuovere il solo utilizzo dei pagamenti digitali, che necessariamente riducono il potere d'acquisto, proprio nel giorno in cui l'Istat comunica i dati della spesa per famiglie, la cui media mensile ridotta del -4%. In ogni caso non sembra che il piano avr fortuna nelle mani del premier tutto teso solo a sgombrare il campo da possibili ombre alla sua immagine. L'unico auspicio che nel grande spettacolo in preparazione per i prossimi giorni vi sia anche lo spazio per le esigenze del Paese reale. Come opposizione siamo pronti al confronto, anche se preferiremmo che si tenesse all'interno delle istituzioni e non su un palcoscenico", concludono.