Il piano per ricongelare il Polo Nord e i ghiacciai prenderà il via in Svizzera

Samuele Prosino

Il riscaldamento globale, anche se Trump non è d’accordo, è un fatto comprovato dalle misurazioni di scienziati sparsi su tutto il globo. Una delle maggiori conseguenze della cosa è lo scioglimento dei ghiacciai. Parliamo sia di quelli sulle catene montuose maggiori (comprese le Alpi) sia dell’Artide, o Polo Nord, sia dell’Antartide, o Polo Sud.

Ebbene, visto che è difficile convincere i leader delle potenze mondiali a consumare meno energia, qualcuno ha pensato sia meglio ricongelare il Polo Nord e gli altri ghiacciai. Uno scherzo? No, a quanto pare è davvero possibile.

Lo scioglimento del Polo Nord si può arrestare? Pare sia possibile…

Ci penserà l’Università di Utrecht a testare questo piano ambizioso. Infatti un team di scienziati guidato da Johannes Oerlemans “affitterà” un piccolo ghiacciaio del Canton Grigioni, in Svizzera. Tale distesa di ghiaccio, presso la località chiamata Diavolezzafirn e vicina alla città di Pontresina (a due passi da St. Moritz e a pochi chilometri dal confine italiano), subirà i trattamenti degli olandesi durante l’estate.

Cosa faranno? Nei mesi più caldi, appunto, spareranno neve artificiale sopra lo strato attuale del ghiaccio nella speranza che il nuovo manto possa ridurre la riflessione dei raggi solari e dunque rallentare lo scioglimento alla base. La strategia si basa su una teoria proposta in primis dall’Arizona State University.

Il ghiacciaio del Diavolezza (Getty)

Gli americani avevano spiegato che installando dieci milioni di pompe, alimentate dalla forza del vento artico, sarebbero in grado di sparare almeno un metro di ghiaccio sopra quello già presente al Polo. Un’idea strana, folle, assurda, ma forse vincente per evitare lo scioglimento del polo settentrionale del pianeta.

Se è vero che l’intento maggiore è quello di salvare l’Artide, per ora i passaggi sono obbligati: qualora funzionasse il salvataggio del piccolo ghiacciaio di Diavolezzafirn, poi ci sarà una fase intermedia: il lavoro sul celebre Morteratsch, tesoro naturale svizzero che sta subendo un calo di precipitazioni nevose senza precedenti. Rispetto agli anni settanta, infatti, ci sono ben 40 giorni in meno di neve su base annuale.

Una curiosità sugli sponsor dell’esperimento: si tratta degli stessi abitanti della zona attorno a Pontresina, che hanno raccolto con una semplice colletta oltre 100 mila dollari. Sanno che se dovessero sciogliersi i ghiacci, ci sarebbero gravi danni per l’economia e per lo stile di vita locale.

Oerlemans, prima di procedere, ha presentato a Vienna il piano al meeting dell’European Geosciences Union, e i presenti ne sono stati positivamente stupiti. Della serie: dove non riescono i governi, può farcela la scienza.

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