Piano Ue, Bonino-Della Vedova: Parlamento italiano silenziato sul Mes

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Roma, 16 giu. (askanews) - "E' dal 19 febbraio, quindi dall'era pre Covid, che il Parlamento italiano non si esprime con un voto di indirizzo come prevede la legge rispetto ai negoziati in sede di Unione europea e come chiaro a tutti c' stata una rivoluzione positiva dal nostro punto di vista: il nuovo Mes, la sospensione del patto di stabilit, il recovery fund, l'istituzione di Sure, provvedimenti varati dal consiglio cui il premier Conte ha partecipato senza uno straccio di voto da parte del Parlamento". Lo ha detto Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, conversando con i giornalisti al Senato, dove la Conferenza dei capigruppo ha confermato che l'aula non si esprimer con un voto dopo l'intervento del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo informale di venerd.

"Il Parlamento europeo invece - ha ricordato Emma Bonino, senatrice di +Europa - si gi espresso e l'unico silenziato il Parlamento italiano. Non si vuole votare per problemi di tenuta interni alla maggioranza. Era cos anche il 23 aprile, siamo in una situazione in cui con Bonafede non si pu perch cade il governo, sull'Ue non si pu perch non tiene la maggioranza. Non so se devo aspettarmi un sms come quello ricevuto luned che ci informa che il Parlamento surgelato e che siamo convocati a domicilio. Fare gli interessi del Paese vuol dire prendere decisioni rapide, basta con le chiacchiere di tutti i tipi. Bisogna mettere a frutto queste disponibilit. Il ministro Speranza venuto l'altro giorno sul progetto sanitario senza cifrarlo per i 36 miliardi del Mes sul progetto di rafforzamento sanitario, di prevenzione e cura dal covid ci sono basta decidere. Il tempo della decisione adesso e il posto congruo dove prenderla il Parlamento posto con grande rispetto per altre ville di altro tipo".

"Questo continuo rinvio immotivato della decisione sul Mes - ha incalzato Della Vedova - rende l'Italia molto pi debole al tavolo negoziale perch i paesi che non amano la decisione proposta dalla commissione del recovery fund di quell'entit dicono 'scusate, ci sono 36 miliardi e non li prendete e poi ci mettete fretta sul resto e volete ancora pi risorse'. Questo significa una posizione negoziale debolissima e questo avviene per incapacit della maggioranza. Mentre in altri paesi non si vota perch ci sono maggioranze forti, qui non si vota perch la maggioranza debole".

Secondo Bonino l'Italia deve dire s al Mes perch le risorse del recovery fund arriveranno troppo tardi: "Se anche va di lusso e si trova l'accordo politico per la prima parte del progetto next generation stiamo parlando della tardissima primavera 2021. Sulla parte pi sostanziosa occorrono le ratifiche nazionali quindi si va a finire al 2023, 2024", ha spiegato la senatrice di +Europa.