In piazza per #GeorgeFloyd, mentre Trump crolla nei sondaggi

In piazza per #GeorgeFloyd, mentre Trump crolla nei sondaggi

Washington, 8 giu. (askanews) – Anche la figlia di Bob Marley partecipa alle manifestazioni a Washington, rivendicando l’orgoglio nero. Il movimento “Black Lives Matter” ha ripreso forza con la morte di George Floyd, afroamericano soffocato durante un fermo da un agente di polizia bianco a Minneapolis. E ora si sta diffondendo in tutto il mondo e in rete. Colossi come Amazon o industrie del cinema classico come Criterion Channel hanno aderito alla protesta.

Prime Video in questi giorni offre in forma gratuita i film sulla questione razziale. Ma anche su altre piattaforme pellicole come “Just Mercy” e “I Am Not Your Negro” sono disponibili per lo streaming gratuito. “Black Lives Matter” è nato nel 2013, in seguito all’assoluzione di George Zimmerman, il quale aveva sparato al diciassettenne afroamericano Trayvon Martin il 26 febbraio 2012, uccidendolo. Affinchè il processo per la morte di Floyd non vado nello stesso modo, le proteste procedono in tutti gli Stati della Federazione in maniera sempre più pacifica, ma non meno convinta.

Donald Trump è sceso di 7 punti nell’ultimo mese nei sondaggi e arranca dietro al candidato democratico in pectore Joe Biden. Intanto il resto del mondo guarda all’America, e giudica. The Economist titola: “Molto peggio di Nixon”. Il paragone è per Trump, che secondo la testata più che “Tricky Dicky”, con la sua volontà di restaurare l’America ricorda Andrew Johnson, il XVII presidente americano succeduto a Lincoln dopo il suo assassinio, che non è passato certo alla storia per fermezza e carattere. Dalla stampa francese la Casa Bianca viene descritta come un fortino assediato. Mentre gli avversari democratici di Trump sembrano costruire una maggioranza grazie alle proteste.

Negli ultimi quattro anni è quasi raddoppiata la percentuale di americani a ritenere che la polizia usi di più la forza su un

nero rispetto a un bianco. Uno spostamento verso posizioni più liberali e una risposta a Trump. Mentre anche a Washington, con la sua vasta popolazione nera, circa la metà dei manifestanti sono bianchi. E non sono gli “anarchici della sinistra radicale” descritti dall’attuale presidente.