A piazza San Pietro statua di migranti di ogni epoca e cultura

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Città del Vaticano, 29 set. (askanews) - Centoquaranta persone di diversi luoghi e epoche storiche, accomunati dal fatto di fuggire: ci sono gli indigeni e gli ebrei perseguitati dalla Germania nazista, i siriani che scappano dalla guerra e gli africani che fuggono la fame. Sono i protagonisti della statua inaugurato dal Papa a San Pietro a conclusione della messa che ha voluto celebrare in occasione della Giornata mondiale del rifugiato e del migrante.

Non capita spesso che in una delle piazza più famose del mondo, realizzata dal genio del Bernini, venga installata una nuova opera d'arte, tanto più visto il forte valore simbolico del luogo quale centro della cattolicità mondiale. Il sito internet Crux, che aveva anticipato l'arrivo della statua, scrive che è da 400 anni che non veniva prodotto un nuovo artefatto artistico per piazza San Pietro.

"Desidero salutare tutti voi che avete partecipato a questo momento di preghiera, con il quale abbiamo rinnovato l'attenzione della Chiesa per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento", ha detto Francesco all'Angelus finale. "In unione con i fedeli di tutte le Diocesi del mondo abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, per riaffermare la necessità che nessuno rimanga escluso dalla società, che sia un cittadino residente da molto tempo o un nuovo arrivato. Per sottolineare tale impegno - ha proseguito - tra poco inaugurerò la scultura che ha come tema queste parole della Lettera agli Ebrei: 'Non dimenticate l'ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli' (13,2). Tale scultura, in bronzo e argilla, raffigura un gruppo di migranti di varie culture e diversi periodi storici. Ho voluto questa opera artistica qui in Piazza San Pietro - ha detto il Papa - affinché ricordi a tutti la sfida evangelica dell'accoglienza".

Le parole di San Paolo hanno un richiamo nel titolo dell'opera, che sarebbe "Angelo inconsapevole, e nella scultura stessa: dalla folla di migranti che cammina accalcata, infatti, spuntano due ali di angelo... Sotto i loro piedi, una imbarcazione che richiama i naufragi di questi anni nel Mediterrano e rappresenta tutta l'umanità sulla stessa barca. L'artista, presente in piazza San Pietro, è Timothy Schmalz, già autore di una nota opera in bronzo di "Gesù senza tetto", ha spiegato al Papa di avere lavorato un anno intero su questa scultura. Ed ha detto al Papa che i volti raffigurati sono presi da foto e immagini di persone realmente esistite.