A piedi nudi nel bosco per ritrovare il benessere psicofisico

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Milano, 17 giu. (askanews) – A piedi nudi nel bosco per ritrovare il benessere attraverso un percorso in mezzo alla natura. Distendersi sotto a un grande faggio per risvegliare i cinque sensi. Quella del bagno di foresta, o Forest Bathing, è una pratica tanto semplice quanto antica. Ma negli ultimi tempi, soprattutto dopo il lockdown, sta conquistando sempre più interesse fra i turisti alla ricerca di attività che promuovano il benessere psicofisico in contesti naturali.

In Trentino, al Fai della Paganella, esiste un percorso nel Parco del Respiro, dove, guidati da una naturopata o anche per conto proprio, si può provare l’effetto salutare del Forest Bathing. Una pratica convalidata da diversi studi scientifici che dimostrano come alcune sostanze volatili emesse da diverse specie di alberi – se inalate in dose sufficiente e per un periodo di tempo adeguato – possono indurre cambiamenti fisiologici prolungati nel corpo umano: riduzione dello stress e della pressione sanguigna e innalzamento del sistema immunitario.

Non tutti i boschi però sono adatti a questa pratica, come ha spiegato Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia, l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione delle foreste, che ha introdotto la certificazione dell idoneità delle aree forestali certificate PEFC a svolgere funzioni salutistiche e a promuovere il “benessere forestale”: “Alla Paganella c è un bosco idoneo a fornire benessere forestale: chiunque voglia venire per aspetti terapeutici o anche semplicemente per stare bene ha la garanzia che, visto che il bosco è gestito in maniera corretta e certificata, ha anche questo servizio. Si sta bene ed è garantito”

Ma cosa come si produce benessere nel bosco? “Parliamo di bagni di foresta, che deriva dall’originale giapponese “Shinrin Yoku” che in inglese si traduce Forest bathing, tutti termini che descrivono la possibilità di entrare in un bosco, immergersi totalmente con i cinque sensi ma anche da un punto di vista chimico, grazie agli ioni negativi e ai monoterpeni che sono naturalmente prodotti dai nostri boschi – ha spiegato Brunori – Certificare PEFC questi servizi vuol dire fornire al turista, ma anche agli albergatori, la possibilità di avere un ambiente che garantisce alti livelli di fruibilità per il benessere forestale”.

Il Bosco del Respiro del Fai della Paganella ha queste caratteristiche. E non mancano i turisti interessati all’esperienza del Bagno di Foresta, come ha raccontato Lucia Perlot presidente del Consorzio Fai Vacanze: “Stiamo riscoprendo la connessione tra la natura e l uomo. Questo lo riusciamo a proporre quotidianamente con attività. In alta stagione con quelle più legate al turismo legato all alta stagione di chi ha voglia di rilassarsi ed essere meno impegnato. Ma fuori stagione riusciamo a proporre attività molto immersive, di una certa durata, quindi invitiamo tutti a passare un bell autunno e una bella primavera con la rinascita della natura, soprattutto in questo periodo dove ce n è davvero tanto bisogno”, ha concluso Perlot.

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