In Piemonte acqua razionata per circa 180 Comuni e Po in secca come non mai da 70 anni

Un desolante scatto del Po in secca
Un desolante scatto del Po in secca

Il terribile allarme del Cnr sulla siccità ha il tono di una sentenza inappellabile: “Ormai è troppo tardi”. Le risorse idriche dell’intero paese sono in parte preoccupante compromesse e mentre il rischio potrebbe estendersi al Centro in Piemonte l’acqua è stata razionata per circa 180 Comuni, tutto questo con il Po in secca come non mai da 70 anni. In una intervista al Fatto Quotidiano e tenendo conto anche dell’emergenza in Lombardia e Veneto la ricercatrice Ramona Magno dell’Osservatorio siccità del Consiglio nazionale della ricerca non le ha mandata dire: “Andranno prese decisioni anche drastiche”.

L’allarme del Cnr sulla siccità nel Nord Italia

L’allusione in ipotesi è al razionamento dell’acqua potabile “ma se continua così il razionamento non è purtroppo da escludere”. La siccità del più grande fiume italiano, il Po ha messo in ginocchio più di 100 comuni, con quelle municipalità costrette a far ricorso alle autobotti. E Coldietti denuncia che solo in Piemonte sono oltre 170 i comuni in difficoltà. Dal canto suo il governatore Alberto Cirio ha chiesto lo stato di emergenza al governo. Per i prossimi 15-20 giorni sono previste misure tampone, come lo “sversamento di acqua dai bacini sfruttati per l’idroelettrico”.

Le misure estreme da prendere

Per la dottoressa Magno è ormai tardi: “Può sembrare un paradosso, ma il problema della siccità si affronta quando piove”. Per questo non ci sarebbe altra via, una volta usciti da questa emergenza, che pianificare dei “metodi di risparmio concreto e sistematico”. E la siccità potrebbe portare con sé un effetto secondario gravissimo: “In molto paesi dell’America “la crisi idrica sta colpendo pesantemente i mercati della soia e del grano. Il mix concentrico tra guerra in Ucraina a Est e crisi idrica a Ovest e oltreoceano è potenzialmente devastante”.

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