Piemonte, al via maratona in Consiglio su legge elettorale

Prs

Torino, 24 set. (askanews) - Settimana calda per il Consiglio regionale del Piemonte, dove è iniziata la discussione sul referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum. Un provvedimento voluto dalla Lega e osteggiato da Pd, Leu e Cinquestelle, intenzionati a fare ostruzionismo in aula e che stamane hanno mostrato in consiglio cartelli rossi con la scritta "Piemonte, no Pontida!". Esponenti del centrosinistra e pentastellati avevano chiesto di inserire all'ordine del giorno le comunicazioni della Giunta su temi d'attualità. Richiesta respinta.

Dura la presa di posizione del Gruppo regionale del M5S Piemonte: "Questo è il Consiglio regionale del Piemonte, non il cortile di casa Salvini. E' quanto abbiamo ricordato oggi ai colleghi della Lega. Quello che sta accadendo in queste ore è grave. La maggioranza su ordine di Salvini tiene in ostaggio il Consiglio Regionale per 4 giorni, dal mattino fino a mezzanotte, per discutere un quesito referendario partorito in 24 ore da Calderoli". L'ex presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino ha parlato di "vulnus istituzionale che non ha precedenti".

"Le minoranze piemontesi non vogliono dare la parola ai cittadini? Noi ci auguriamo che si possa discutere nel merito del testo, senza stravolgere il dibattito. Ma spiace constatare che soprattutto il Pd, in Piemonte come a Roma, non consideri seriamente la politica", ha attaccato il capogruppo della Lega nel Consiglio regionale del Piemonte, Alberto Preioni. I lavori a Palazzo Lascaris andranno avanti tutta la settimana, anche in orario serale.