Piemonte, Carosso: obiettivo 100 milioni per sviluppo montagna

Prs

Torino, 3 ott. (askanews) - Per le politiche della montagna in Piemonte "sono a bilancio 14 milioni di euro per l'anno in corso, 10 per il 2020 e 11 per il 2021. Una cifra insufficiente, visto che solo 6 milioni vanno a coprire le spese del personale e per i progetti presentati dalle Unioni; ma mettendo a sistema tutti i Fondi a disposizione dei vari assessorati, compresi quelli europei, potremmo raggiungere quota 100 milioni. Punteremo anche sulla formazione delle persone che vivono in montagna". Lo ha detto l'assessore con deleghe allo Sviluppo della Montagna, Fabio Carosso, nella presentazione del suo programma di lavoro alla Terza commissione, presieduta da Claudio Leone.

"Tutti gli assessorati, per le rispettive competenze, saranno interessati alle forti politiche di sviluppo e rinascita della montagna che abbiamo in programma", ha spiegato Carosso, ricordando che più del cinquanta per cento del territorio piemontese è costituito da montagne e foreste che "dovranno diventare motore di sviluppo per l'intera Regione - ha chiarito l'assessore - creando opportunità di lavoro: nel comprato turistico, ma anche come scelta di vita per i giovani. Si cercherà di favorire il ripopolamento delle Terre alte".

La salvaguardia del territorio, la prevenzione del dissesto, lo sviluppo sociale ed economico, il rafforzamento delle amministrazioni locali sono le basi sulle quali poggia la legge sulla montagna piemontese approvata lo scorso 27 marzo dal Consiglio regionale. Nell'attuazione si porrà l'accento sul mantenimento dei servizi essenziali, in particolare quelli scolastici e socio assistenziali e dei trasporti, è stato spiegato.

Per Paolo Bongioanni (Fdi) "è importante ragionare sul concetto di sviluppo, ponendo al centro il turismo, l'artigianato e l'agricoltura".

Valter Marin (Lega) ha sottolineato come "per la prima volta si parla di un lavoro interassessorile", mentre Maurizio Marello e Raffaele Gallo (Pd) hanno chiesto di porre attenzione alla filiera del legno, al ruolo sociale dei piccoli negozi, alla manutenzione dei corsi d'acqua, alla riqualificazione delle borgate alpine e al sistema neve che dovrà integrarsi con il "turismo green".

Francesca Frediani (M5s) si è soffermata sulla "mancanza della dichiarazione d'intenti sulla salvaguardia della montagna".

Andrea Cane (Lega) ha auspicato "una sinergia tra le varie vallate piemontesi"; Angelo Dago (Lega) ha denunciato lo stato di crollo di intere frazioni montane, "per cui ci vorrebbero meno vincoli per coloro che decidono di ristrutturare le baite. Vanno aiutati i residenti nelle cosiddette valli minori, anche promuovendone i prodotti agroalimentari".

Ivano Martinetti (M5s) ha toccato l'argomento delle agevolazioni fiscali per i Comuni montani e collinari disagiati.

Secondo Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) "il tema legato al coordinamento delle risorse deve andare di pari passo con la cultura della montagna".

Il dibattito è stato concluso da Leone (Lega), come semplice commissario: "L'assessore Carosso sta dimostrando di voler invertire la marcia, visto che la montagna ha bisogno di risposte".