Piemonte, Cirio e Gabusi a Conte: sbloccare variante Demonte

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Torino, 17 giu. (askanews) - Sbloccare con urgenza lo stallo che impedisce la realizzazione della variante di Demonte. Lo hanno chiesto in una lettera inviata al presidente del Consiglio Conte e ai Ministri all'Ambiente e ai Beni Culturali, Costa e Franceschini, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Gabusi.

A bloccare la situazione il parere discordante tra il Ministero dell'Ambiente, che ha dato via libera al progetto dell'Anas, e quello del Mibac che ha invece espresso parere contrario alla luce della presenza dei resti del Forte della Consolata. Data la divergenza tra Ministeri, l'iter di autorizzazione passato a fine 2019 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dopo un incontro avvenuto a dicembre avrebbe dovuto per legge esprimere un parere entro 30 giorni.

"Ad oggi per non stato fatto nessun passo avanti, n sono pervenuti i pareri formali dei Ministeri interessati, senza i quali l'intera opera risulta bloccata", hanno fatto notare Cirio e Gabusi.

La realizzazione della variante, spiegano dalla Regione Piemonte, fondamentale per decongestionare il traffico a cui sottoposto da anni il centro abitato del comune cuneese, in cui quotidianamente transitano oltre 600 tir diretti allo stabilimento di imbottigliamento delle acque Sant'Anna.

"I cittadini di Demonte - si legge nella lettera - non possono pi attendere che la loro salute sia messa quotidianamente a rischio dalla lentezza della burocrazia".

"L'insostenibile traffico di mezzi pesanti - hanno scritto il presidente Cirio e l'assessore Gabusi - crea una situazione non pi sopportabile per gli abitanti di Demonte per i rischi di sicurezza e soprattutto di salute derivante dall'inquinamento di polveri sottili".

Essendo state prodotte da Anas cinque diverse progettazioni con la volont di garantire la tutela dei resti del Forte, spiegano ancora Cirio e Gabusi, "appare evidente, anche rispetto al quadro economico previsto per l'opera e gli anni trascorsi senza che nulla accadesse, che un eventuale diniego pregiudicherebbe la realizzazione della variante".

"Per questo motivo siamo certi che la Presidenza del Consiglio vorr dare una risposta tempestiva a un'esigenza improcrastinabile", hanno concluso Cirio e Gabusi.