Piemonte,Cirio: troveremo risorse per villa confiscata

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Torino, 19 lug. (askanews) - La villa confiscata nel Canavese, appartenuta al narcotrafficante Nicola Assisi, arrestato lo scorso 8 luglio in Brasile, dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Torino dopo anni di latitanza "è un monumento alla democrazia e la Regione trovera' le risorse necessarie per restituirlo al piu' presto alla collettivita', perche' non c'e' segnale piu' forte che restituire allo Stato, a noi cittadini, alla legalita', un bene voluto e costruito dalla mafia, frutto dell'illecito e dell'illegalita'. Per dargli nuova vita e nuova dignita'". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, oggi a San Giusto Canavese (Torino) per un sopralluogo, nel giorno del 27esimo anniversario dell'omicidio del giudice Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta.

Ad accompagnare la Giunta nella visita, il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, il prefetto di Torino Claudio Palomba, il presidente onorario di Libera, Gian Carlo Caselli, e Maria Jose' Fava, referente di Libera Piemonte e membro dell'Ufficio di presidenza nazionale.

"Noi oggi siamo qui, non solo io come presidente ma tutta la Giunta regionale, perche' qui si costruisce concretamente la lotta per la legalita' - ha detto Cirio -. Mi attivo fin da subito a trovare i fondi necessari per ripristinare la struttura, e lavoreremo con Libera e le istituzioni per individuare una destinazione d'uso che renda questo luogo un monumento alla democrazia, per tutti coloro che, come ha sottolineato oggi Giancarlo Caselli, ricordiamo come eroi ma che sono tali anche quando sono in vita. Chiunque si batta ogni giorno, a qualsiasi livello e con qualunque incarico, per la legalita' e' un eroe del nostro Stato".

"Noi cercheremo di fare la nostra parte. Essere qui e' anche un modo per dare un'impronta al nostro Governo regionale, che vuole fare della lotta alla mafia e della battaglia per la legalita' una delle sue attenzioni piu' grandi", ha concluso Cirio.