Piemonte, sindacati in Cosiglio regionale: 112 va migliorato

Prs

Torino, 16 set. (askanews) - "Disservizi, ritardi e malfunzionamenti. Si mette a rischio l'efficacia degli interventi a tutela della salute dei cittadini". A lanciarel'allarme sul numero unico di emergenza 112 sono sindacati della sanita' e delle forze dell'ordine piemontesi, auditi oggi in Commissioni Sanita' e Protezione civile, presieduta Alessandro Stecco, del Consiglio regionale del Piemonte.

I sindacalisti. Francesco Coppolella e Stefano Agostinis di Nursind (sindacato autonomo degli infermieri), Claudio Cambursano di Conapo (WWFF), Eugenio Bravo e Antonio Perna rispettivamente del Siulp e Sap (Polizia di Stato) hanno denunciato come i disservizi creati dal numero unico di emergenza persistano, malgrado le numerose segnalazioni.

Dalla creazione di sale operative comuni, alla dotazione di tecnologie adeguate, fino alll'eliminazione di passaggi telefonici e al miglioramento della professionalità degli addetti al servizio: questi i punti per migliorare il servizio proposti dai sindacati, che hanno sottolienato l'importanza della tempestività "che spesso si determina il salvataggio o meno di una vita umana, a volte pochi secondi in più o in meno risultano essere decisivi".

Secondo. sindacalisti, attualmente la maggior parte delle richieste di soccorso necessitano alcuni minuti, talora anche dieci, prima che le forze dell'ordine possano recarsi nel luogo indicato.

"È necessario cambiare il modello organizzativo, azzerando quanto più possibile i tempi d'intervento e investendo nel progetto le necessarie risorse economiche al fine di poter intervenire tempestivamente con l'ausilio di tecnologie avanzate", hanno proposto gli esponenti sindacali.

Per l'occasione si è suggerito che uno dei soggetti preposti al perseguimento degli obiettivi indicati potrebbe essere il Politecnico di Torino che detiene il know-how necessario atto a risolvere le criticità.

Si è calcolato che una persona su due nell'Unione europea non conosce il servizio relativo al 112 e che in Italia, dal 1 febbraio 2017 al 31 gennaio 2019, ne hanno usufruito tre milioni e duecento mila persone.