"Pieranguillo", "Palamaravirus": scene di conversazione di una casta

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Da sinistra, Piercamillo Davigo, Alfredo Robledo, Luca Palamara, Sebastiano Ardita (Photo: Piazza Pulita)
Da sinistra, Piercamillo Davigo, Alfredo Robledo, Luca Palamara, Sebastiano Ardita (Photo: Piazza Pulita)

Scambi di accuse, frecciatine neanche troppo velate, ulteriori dettagli sul presunto “Sistema” e l’ennesima dimostrazione che c’è un mondo in crisi. Una crisi che, da qualsiasi lato la si guardi, è morale. E che a tratti sembra irrisolvibile. Il mondo in questione è quello di un potere dello stato, delle toghe, nello specifico. A PiazzaPulita, su La7, ieri sera è andato in scena l’ennesimo atto di una tragedia che con il passare dei mesi si arricchisce di nuovi protagonisti. Questa volta i principali sono quattro, presenti in trasmissione o compulsivamente nominati. Il primo è Piercamillo Davigo, già pm di Mani Pulite nonché consigliere del Csm fino a pochi mesi fa. Il secondo è Paolo Storari, sostituto procuratore di Milano, che si rivolge a Davigo dandogli degli atti coperti da segreto. Atti che contenevano delle dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara. Il terzo protagonista è stato consulente esterno dell’Eni - il suo nome è legato anche al caso Palamara e al sistema Siracusa - e ha patteggiamenti alle spalle, da qualche tempo ha preso a parlare con le procure. Storari consegna questi atti a Davigo, a suo dire, in “autotutela” perché la sua procura non voleva approfondire le dichiarazioni di Amara. Ma cose diceva questo avvocato-facilitatore, che compare sistematicamente nei procedimenti più importanti che riguardano magistratura e politica? Sosteneva l’esistenza di una loggia, definita Ungheria, della quale farebbero parte alti magistrati e uomini delle istituzioni. Tra questi Sebastiano Ardita - ed ecco il quarto protagonista - che ha telefonato alla trasmissione di Corrado Formigli per controbattere all’intervista di Davigo. Il pm milanese, ora in pensione, ha infatti ribadito che una volta ricevuti questi verbali non ha agito per vie formali perché “non si poteva”. Cosa, secondo Ardita, del tu...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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