Piero Angela: "La vita è un’avanzata verso mitragliatrici: man mano che ti avvicini, è sempre più difficile cavarsela"

Linda Varlese
·Editor, HuffPost Italy
·2 minuto per la lettura
Italian scientific journalist Piero Angela gestures during an interview in Rome February 26, 2009. A sketch obscured by handwriting for five centuries in one of Leonardo da Vinci's notebooks may be a youthful self-portrait, according to Italian experts who "aged" the sketch to compare to confirmed later self-portraits. Hidden under layers of thick writing on a page of the "Codex on the Flight of Birds" the sketch was spotted by Piero Angela, who presented images of his documentary named "Leonardo, cronaca di una indagine" (Leonardo, chronicle of a research) on Italian state television RAITRE on Saturday. Picture taken February 26, 2009.  REUTERS/Tony Gentile   (ITALY) (Photo: Tony Gentile / Reuters)
Italian scientific journalist Piero Angela gestures during an interview in Rome February 26, 2009. A sketch obscured by handwriting for five centuries in one of Leonardo da Vinci's notebooks may be a youthful self-portrait, according to Italian experts who "aged" the sketch to compare to confirmed later self-portraits. Hidden under layers of thick writing on a page of the "Codex on the Flight of Birds" the sketch was spotted by Piero Angela, who presented images of his documentary named "Leonardo, cronaca di una indagine" (Leonardo, chronicle of a research) on Italian state television RAITRE on Saturday. Picture taken February 26, 2009. REUTERS/Tony Gentile (ITALY) (Photo: Tony Gentile / Reuters)

“La cosa che mi colpisce è che sono amato dai giovani di tutte le età e le categorie professionali e culturali. È una gratificazione che mi rende felice perché questi ragazzi vivranno un secolo per niente facile e dobbiamo stare loro vicino affinché arrivino preparati”. Piero Angela in occasione della presentazione su RaiPlay dei nuovi episodi di «SuperQuark+» si racconta in una lunga intervista a Vanity Fair.

La sua attenzione, neanche a dirlo, è rivolta verso i giovani:

“Non devono vivere alla giornata, ma applicarsi negli studi e conoscere la scienza, perché è in grado di aiutarli. Lasceremo questo mondo non solo ai posteri, ma ai figli e ai nipoti che sono già qua e vanno a scuola”.

Colpa della scuola?

“A scuola l’insegnamento procede ancora con il retrovisore: si insegnano la storia, il greco, il latino, la letteratura, tutte robe del passato che vanno benissimo, per carità, perché è necessario saperle. Dobbiamo, però, anche capire un po’ cos’è il presente e quello che ci aspetta. A scuola si insegnano le scienze, ma non la scienza e il suo metodo. Quando io l’ho scoperta ho capito meglio tantissime cose e mi sono appassionato”.

Un futuro che preoccupa Piero Angela:

“Ho avuto la fortuna di vivere nel periodo migliore di tutta la storia dell’umanità. Sono nato l’anno dopo che Lindbergh attraversò l’Oceano”.

E sulla morte:

“La morte non piace a nessuno. Nel momento in cui succede di solito le persone entrano in un piccolo letargo e non si rendono conto del momento del trapasso. Dico sempre che la vita è un’avanzata verso le pallottole e le mitragliatrici: quando sei lontano ne senti il fischio, poi, man mano che ti avvicini, è sempre più difficile cavarsela, e prima o poi ti beccano. Dobbiamo rassegnarci, ma anche vivere al meglio perché non saremo mai più giovani come in questo momento. Sono, però, d’accordo con Woody Allen che, a un giornalista che gli chiese cosa ne pensasse della morte, rispose “non ho cambiato idea. Sono decisamente contrario”. Ecco, anch’io la penso come lui”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.