Piersanti Mattarella, 40 anni fa l’omicidio. Provenzano: "Fu dichiarazione guerra"

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"Le ragioni per cui è stato ucciso Piersanti Mattarella sono ancora attuali. Se siamo qui è perché la mafia quella guerra non l'ha vinta, le istituzioni hanno reagito abbattendo e sconfiggendo il braccio militare di Cosa nostra". Lo ha detto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano a margine della commemorazione dell'ex Presidente della Regione siciliana a Palermo. E' la prima volta che un ministro partecipa alla commemorazione. "Se la mafia non ha vinto però non ha neanche perso perché il suo potere di infiltrazione è ancora presente- dice - Il lavoro di Piersanti Mattarella deve essere completato: abbiamo bisogno di una Sicilia e di un Sud efficiente e formare una nuova classe dirigente che rompa le connivenze per cui Mattarella si è battuto". 

Provenzano ricorda di essere "nato dopo l'omicidio e penso a tutto quel tempo che è passato, ai familiari che ancor aspettano parole di verità per quell'omicidio. Sappiamo che si sono riaperte inchieste che gettano ombre inquietanti sull'intreccio tra mafia e politica. Noi attendiamo fiduciosi gli esiti ma sappiamo benissimo cosa significò quell'assassinio che fu una dichiarazione di guerra, un atto di guerra della mafia allo Stato".  

"A 40 anni di distanza dalla morte di Piersanti Mattarella emerge sempre di più la levatura nazionale di questa figura. Ha tenuto alta la dignità della politica e delle istituzioni. La sua battaglia per lo sviluppo parla all'Italia intera non solo alla Sicilia, per questo oggi ho voluto essere qui", h aggiunto il ministro, intervenendo al Giardino Inglese di Palermo, intitolato dal Comune all'ex Governatore ucciso da Cosa nostra il 6 gennaio 1980. Presenti anche le altre cariche istituzionali, tra cui il il Governatore Nello Musumeci, il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Oltre alle autorità civili e militari.