Pignatone: leggi vaticane modernissime frutto di globalizzazione

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Città del Vaticano, 16 mar. (askanews) - Con la riforma dell'ordinamento giudiziario promulgata oggi da Papa Francesco con una nuova legge, la magistratura vaticana "è oggi chiamata ad applicare una legislazione per molti aspetti modernissima, in gran parte frutto della globalizzazione, ma innestata su codici risalenti ormai a molti decenni fa": lo spiega in un articolo sull'Osservatore Romano Giuseppe Pignatone, ex procuratore capo di Roma e attuale presidente del tribunale vaticano.

"Questo contemperamento tra antico e moderno costituisce la peculiarità dell'attuale momento storico e anche un motivo ulteriore di impegno per noi magistrati", scrive il noto magistrato anti-mafia.

"Il significato e la finalità di questa nuova legge sull'ordinamento giudiziario sono chiariti, nelle premesse che precedono il testo normativo, dallo stesso Sommo Pontefice, che i miei colleghi ed io ringraziamo per l'attenzione ai temi della giustizia anche in questi momenti così drammatici", scrive Pignatone. "Da un lato, Papa Francesco ribadisce quanto affermato altre volte, ancora di recente in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, e cioè che il potere giudiziario deve ispirare la sua attività alla virtù cardinale della giustizia e che per conseguire questo risultato è indispensabile sia 'l'impegno personale, generoso e responsabile' dei magistrati, sia la presenza di istituzioni adeguate, in grado di assicurare efficienza e tempestività. Dall'altro lato, il Pontefice sottolinea che le nuove norme in materia di ordinamento giudiziario sono divenute necessarie in relazione alle numerose ed importanti modifiche intervenute, dal 2000 in poi, e soprattutto dal 2013, nella legislazione dello Stato della Città del Vaticano, specie in materia economico-finanziaria e penale, anche in conseguenza dell'adesione a molte Convenzioni internazionali".