Pillola abortiva solo con ricovero ospedaliero, proteste sulla governatrice umbra

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In Umbria la giunta di centrodestra guidata dalla leghista Donatella Tesei ha abrogato una vecchia delibera che consentiva la somministrazione della pillola abortiva in regime day hospital, senza pertanto dover ricorrere al ricovero ospedaliero. D’ora in avanti sarà dunque possibile effettuare un aborto farmacologico soltanto tramite un ricovero di tre giorni, il ché potrebbe disincentivare molte donne a ricorrervi anche per il rischio di contagio da coronavirus presente all’interno degli ospedali.

Umbria, no a pillola abortiva in day hospital

La decisione presa dalla maggioranza targata Lega va a stralciare la precedente ordinanza approvata dalla giunta di centrosinistra della presidente Catiuscia Marini, con la quale veniva garantita la possibilità di ricorrere alla somministrazione della pillola Ru486, nota anche come mifepristone o Mifegyne, in regime di day hospital.

La giunta Tesei ha però preferito sottoporre le pazienti che richiedono la pillola abortiva a un ricovero prolungato, andando contro peraltro le stesse indicazioni della Società italiana di ginecologia e ostetricia, la quale aveva raccomandato di favorire l’aborto farmacologico in day hospital proprio per evitare il sovraffollamento degli ospedali in un periodo di emergenza sanitaria come quello che stiamo attraversando.

Critiche dalle opposizioni

La scelta è stata applaudita con entusiasmo dai rappresentanti della Lega a partire da Simone Pillon, senatore e coordinatore del partito a Perugia: “Da ora in poi gli interventi dovranno essere fatti in regime di ricovero ospedaliero, evitando che la donna sia di fatto lasciata completamente sola anche davanti a eventuali rischi”.

Critiche invece dalle opposizioni del Pd e del M5s che definiscono quella della giunta Tesei: Una scelta sbagliata, totalmente ideologica oltre che dannosa per le donne. […] Non è così che miglioreremo la società per donne e uomini. Non è così che tuteleremo la salute di tutti”.