Pillola dei 5 giorni dopo, boom di acquisti senza l’obbligo di ricetta

In Italia la ellaOne (nome commerciale della compressa), ha fatto registrare un’impennata di vendite, raggiungendo quota 200.507 pastiglie tra gennaio e ottobre 2016

Boom di vendite della pillola dei 5 giorni dopo. Seicento acquisti ogni 24 ore, i dati sulla vendita del farmaco nel 2016 dicono che è cresciuta del 96 per cento in 10 mesi. Rispetto al 2014 l’acquisto nelle farmacie è aumentato  di 15 volte, dal 9 maggio 2015, da quando cioè l’Italia ha tolto l’obbligo della ricetta, si compra una pillola ogni 2 minuti. Aumentano le vendite e calano gli aborti: secondo i dati del ministero della Sanità le interruzioni volontarie di gravidanza del 2015 sono diminuite del 9,3 per cento.

La pillola dei cinque giorni dopo è un contraccettivo d’emergenza. In Italia la ellaOne (nome commerciale della compressa), ha fatto registrare un’impennata di vendite, arrivando a toccare quota 200mila e 507 confezioni. Il farmaco costa 26 euro e 90 centesimi e non è rimborsabile dal servizio sanitario. Il record di vendite è stato raggiunto dopo la liberalizzazione. La decisione è stata presa dell’Agenzia del farmaco (Aifa), in disaccordo con il Consiglio superiore di sanità, legato al ministero della Salute. La scelta evita umilianti giustificazioni di giovani ragazze nei vari ospedali per farsi prescrivere il farmaco che prima richiedeva anche la presentazione di un test di gravidanza.

Da maggio 2015 la ellaOne può essere veduta senza ricetta medica (ancora necessaria solo per le minorenni)

La pillola dei cinque giorni dopo consiste nel ritardare o inibire l’ovulazione. Non si tratta di una pillola abortiva ma di un contraccettivo d’emergenza, da prendere entro 120 ore dal rapporto a rischio. Il suo principio attivo è l’Ulipristal acetato. E’ diversa dalla tradizionale pillola del giorno dopo, che va assunta entro 72 ore dal rapporto, ed è a base di Levonorgestrel. “Fino a maggio 2015, quando ancora era necessario avere la ricetta medica per ottenere la ellaOne, venivano al Pronto soccorso almeno 350 giovani al mese”, spiega Alessandra Kustermann, 63 anni, primario della clinica Mangiagalli di Milano. “Difficile dimenticarsi il loro imbarazzo, lì a doversi giustificare sul perché avevano avuto un rapporto a rischio”. La pillola dei cinque giorno dopo resta sempre un contraccettivo d’emergenza che non dovrebbe sostituire i metodi più efficaci. “I dati dicono che in Italia si fa poca prevenzione”, conclude la Kustermann.

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