Pillole antivirali e anticorpi monoclonali: come funzionano le nuove cure per il Covid

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REUTERS/Diego Vara
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Novità in vista per le cure contro il Covid. L’Agenzia italiana del farmaco sta valutando due antivirali che potrebbero presto essere disponibili per l'uso emergenziale. Si tratta del molnupiravir della casa farmaceutica Merck e del Paxlovid prodotto da Pfizer. Entrambi sono pillole. Paxlovid sembra essere efficace anche sulle varianti di Sars-CoV-2.
Secondo i primi studi, molnupiravir avrebbe un’efficacia del 30% contro ospedalizzazione e morte. Paxlovid, invece, sarebbe efficace all’89%. Tutti e due vanno assunti per via orale nelle prime fasi dell’infezione e, comunque, prima del ricovero in ospedale. Non sono, invece, utilizzabili nei casi gravi.

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Allo stesso modo possono essere utilizzati gli anticorpi monoclonali, che sono già in sperimentazione in Italia. Finora ne hanno giovato circa 19mila pazienti. Il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, Giorgio Palù, ha annunciato che "presto avremo a disposizione monoclonali somministrabili a domicilio, per via sottocutanea o intramuscolare". 

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I monoclonali disponibili nel nostro Paese sono bamlanivimab, prodotto dall'azienda Eli Lilly, che viene somministrato in combinazione con etesevimab. C'è poi il mix casirivimab-imdevimab delle case farmaceutiche Regeneron e Roche e sotrovimab dell'azienda GlaxoSmithKline. La Food and Drug Administration americana ha autorizzato il mix bamlanivimab-etesevimab anche per i bambini da zero a 12 anni. I monoclonali presentano un rischio bassissimo di effetti collaterali. Ma, come le pillole contro il Covid, vanno assunti precocemente e, comunque, prima del ricovero in ospedale.

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Per i pazienti gravi, l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha autorizzato l’uso dell’anticorpo monoclonale tocilizumab, che veniva già usato da tempo come antinfiammatorio nell’artrite reumatoide. Tocilizumab riesce a contrastare la "tempesta di citochine", una reazione immunitaria potenzialmente fatale.

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