Pinguini Tattici Nucleari: “Quanto è bello essere una band in un mondo di solisti”

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AGI - Lo scorso 27 maggio è uscito “Giovani Wannabe”, nuovo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari; è sempre straordinaria la capacità della band bergamasca di produrre brani decisamente generazionali, che raccontano con metafore semplici e dirette un disagio reale, grave, pesante, con un'attitudine dannatamente funzionante, dannatamente radiofonica.

Il tutto senza snaturarsi mai, tant'è che questa “Giovani Wannabe” ha un suono pieno, energico, fresco e ficcante; stile Pinguini insomma. E la possibilità di parlare di uno “stile Pinguini” rappresenta la loro vera e più importante vittoria.

“Noi non siamo grandi animali estivi, ma abbiamo voluto provare per una volta con una canzone che ci sembrava adatta all'estate, perché comunque il tema del viaggio è intrinsecamente estivo, abbiamo voluto farla uscire in questo periodo, che non vuol dire necessariamente partecipare al campionato, poi se andrà bene…” a parlare con l'AGI è Riccardo Zanotti, voce e penna dei Pinguini Tattici Nucleari, band bergamasca che ha militato in prima linea nella rivoluzione indie del pop italiano e poi si è divorata il mercato con uno stile che diventa unico.

Anzi, “Giovani Wannabe”, ultimo singolo in attesa dell'attesissimo “Dove eravamo rimasti Tour”, conferma che i PTN hanno sviluppato un modus operandi, specie per quanto riguarda sonorità e tematiche affrontate, che li rendono praticamente unici e particolarmente efficaci: “Ci sono tematiche che non siamo i primi ad affrontare, come la nostalgia, la malinconia, ma anche tematiche più personali, tipo quanto è bello essere una band in un mondo di solisti o, se vogliamo traslarla nell'umanità, quanto è bello essere insieme in un mondo di individualisti.

Il fatto di essere una band – spiega ancora Zanotti - è una scelta molto impopolare nel mondo della musica di oggi; una band può funzionare a patto che si sappiano dare gli spazi a vicenda, questa è la nostra regola da sempre. Conoscendoci, sapendoci dare i nostri spazi, ognuno fa il suo, stiamo andando avanti, ci conosciamo da quando abbiamo 14 anni e continuiamo ad essere insieme, per me è già una vittoria ed è un tema importante nelle nostre canzoni: non ne esci da solo dalle situazioni, deve sempre aiutarti qualcun altro”. Ma forse il segreto dei Pinguini Tattici Nucleari è un altro, ancor più centrale, e riguarda la loro concezione della musica: “Non abbiamo paura della parola pop. Il pop, per quanto abbia avuto declinazioni terribili negli anni, può ancora parlare di cose importanti, perché la verità secondo me è che chi ha la puzza sotto il naso è perché parla di m…a – e ride - Ma il pop non è quello che sei tu, ma quello a cui ti riferisci, noi volendoci riferire a tutti allora possiamo definirci pop; siamo sempre molto attenti affinché il nostro linguaggio sia semplice e accessibile, perché possa piacere anche ad un sessantenne, che è bellissimo, a noi è successo e per noi è un vanto”. Una settimana fa fuori anche il video del brano, che vanta la partecipazione speciale di Francesco "Mehths" Cicconetti e di Chiara Pieri, sua compagna nel video come nella vita; Francesco è un ragazzo trans e un divulgatore per le tematiche transgender, è questo il viaggio che i Pinguini hanno deciso di accostare al proprio brano, una narrazione visiva dell'amore, della libertà di diventare ciò che si è o ciò che si vuole essere, della bellezza del cambiamento e, come sottolinea “Giovani Wannabe”, dell'importanza di trovare il proprio posto nel mondo; “Ci sono delle persone – racconta ancora il cantante dei PTN - che hanno delle storie talmente interessanti e talmente belle e talmente poetiche, come appunto Francesco, che non poteva non essere affine al tema della nostra canzone. è un viaggio anche quello di Chiara, loro stavano insieme anche prima della transizione di Francesco, e bisogna essere pronti anche dall'altra parte, il loro è un amore vero e puro”. Ma “Giovani Wannabe” “Non è scritta per chi è giovane anagraficamente ma per chi ha fame, di vita, di esperienze, di futuro, di cambiamento…si può essere giovane anche a 90 anni sul letto di morte – conclude Zanotti - è giovane chi non accetta il mondo così come è. Ognuno ha il suo viaggio, ci sono persone che li guardi negli occhi e ci vedi solo grattacieli e non viaggi”.

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