Pio Albergo Trivulzio, consulenti pm: 1 morto su 3 per Covid

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 19 mar. (askanews) - E' attribuibile al Coronavirus una morte su tre tra quelle avvenute al Pio Albergo Trivulzio di Milano nel periodo compreso tra gennaio e aprile 2020. Nella fase più critica dell'emegenza Covid furono oltre 300 i morti registrati tra i pazienti della storica casa di riposo milanese. E, secondo il pool di esperti nominati dalla procura di Milano, c'è "alta probabilità" che il 33% di questi decessi sia legato al Covid (manca la certezza assoluta perchè ai deceduti non veniva fatto il tampone). Il tasso di mortalità attribuibile al Coronavirus registrato nello stesso periodo risulta il 40% in più della media degli annhi precedenti. E' quanto emerge dalla maxi consulenza disposta dai magistrati milanesi che indagano sulla cosiddetta "strage dei nonni" nella storica casa di riposo milanese. I consulenti incaricati dai pm hanno analizzato le oltre 400 cartelle cliniche sequestrate dalla Guardia di Finanza nella prima fase dell'inchiesta che vede indagato per epidemia colposa ed omicidio colposo il direttore generale della "Baggina", Giuseppe Calicchio.

La maxi consulenza, composta da 5 diverse relazioni (medico legale, epidemiologica, infettivologica, statistica e sicurezza sul lavoro), è stata consegnata oggi ai pm dal pool di esperti nel corso di un vertice in Procura. Sono anche emerse carenze nell'uso dei dispostivi di protezione, nel tracciamento dei possibili contagi, nell'isolamento degli ospiti e nelle informazioni fornite al personale medico- sanitarie, oltre che mancanze in termini di sicurezza sul lavoro. Tutti dati tecnici che ora, secondo quanto è stato riferito, dovranno essere messi a confronto con le testimonianze raccolte dagli inquirenti, la documentazione sequestrata dalla Guardia di Finanza e gli altri elementi investigativi acquisiti durante le indagini. Spetterà insomma ai pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, titolari del fascicolo di indagine coordinato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, valutare la presenza di eventuali profili penalimente rilevanti, anche tenuto conto della fase di acuta emergenza e del quadro normativo in vigore in quel periodo. I magistrati dovranno insomma trovare un nesso causale tra le morti legate al Coronavirus ed eventuali responsabilità dei dirigenti della Baggina.