"Piove governo ladro", dizionario di politica domani in libreria

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Roma, 4 dic. (askanews) - Esce domani in libreria, e ordinabile su Amazon, "Piove governo ladro" scritto dal giornalista Ettore Maria Colombo, come recita il sottotitolo, "Un Dizionario di Politica della Terza Repubblica, senza dimenticare le altre".

La politica italiana cambia volto e forma freneticamente, ma mantiene alcune costanti, alcuni miti e riti che si perpetuano, nel modo di viverla, di usarla e anche di comunicarla. E' arrivata l'ora - spiega l'autore - di mettere ordine tra le parole più importanti e significative che hanno segnato la storia della Repubblica, quella in corso, la cosiddetta 'Terza' Repubblica, senza dimenticare le altre, la mitica 'Prima Repubblica' ma anche la 'Seconda'. La politica italiana è passata da un linguaggio aulico e alto a modi di comunicare bassi e volgari, ma non ha mai perso il filo di un discorso comunicativo che è sempre stato, allo stesso tempo, ammiccante e forbito, colloquiale e gergale ma anche ricco di richiami e suggestioni storiche, alto e basso. La formula del 'dizionario' è la più semplice e, insieme, la più utile per padroneggiare una materia vasta e complicata come la politica italiana. La divisione del libro in tre capitoli aiuta ancora di più a circoscrivere l'argomento.

Il primo capitolo ("Tanto qui è tutto un magna magna") è dedicato alle "Frasi fatte" e ai "Luoghi comuni" della politica, quelle più recenti e più in voga. Si va da "aiutiamoli a casa loro" (gli immigrati) ad "ammucchiata", dal rischio di "finire come in Grecia" a "ce lo chiede l'Europa". Poi ci sono gli slogan coniati dai politici. Matteo Renzi è diventato famoso per aver inventato "asfaltare" come per gli altrettanto celebri "gufi e rosiconi", "professoroni" e "pop-corn" o l'hastag "enrico stai sereno". "Onestà! Onestà!", "Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno" e la strategia del "Vaffa" hanno segnato l'irrompere sulla scena di Beppe Grillo e dell'M5S così come "E' finita la pacchia", "sbruffoncella" e "zingaraccia" hanno caratterizzato il predominio di Matteo Salvini che è passato dal "prima gli italiani" a chiedere "pieni poteri".

Nel secondo capitolo, "Il Dizionario del Politichese", vengono analizzati i termini, le definizioni e le parole più astruse e oscure della Politica che sono passate indenni, pur se a volte cambiando di significato e di riferimento, da un'era politica all'altra. Craxi si definiva "ago della bilancia" e oggi lo dice di sé Di Maio. La "cabina di regia" si invocava ai tempi del Pentapartito e lo si fa ancora oggi. La "politica dei caminetti" si faceva ai tempi della Dc e non ha mai smesso di farla il Pd. I "cavalli di razza" erano Fanfani e Moro, ma lo si è detto anche di Salvini e Di Maio.

Infine, nel terzo capitolo, "Chi lo ha detto?", sono elencati, in ordine cronologico, ma anche contestualizzati e spiegate le parole, le frasi più famose e i tormentoni dei più importanti leader politici italiani dal dopoguerra ad oggi. Da Nenni, Saragat, Moro e Craxi, passando per Di Pietro che ha inventato un modo di parlare, il "dipietrese", e Bersani il "bersanese", linguaggi provinciali ma sapienti. Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, ma anche Umberto Bossi, hanno collezionato iperboli, insulti e invettive di ogni tipo. Poi sono arrivati Renzi, Di Maio e Salvini e hanno cambiato tutto. Il linguaggio politico e il modo di comunicare della politica - osserva ancora Ettore Maria Colombo - da 'alto', è diventato 'basso' così come da 'astruso' è diventato 'smart' e 'social'. Senza giudicare, ma con un pizzico di ironia, il libro vuole aiutare a capire, e a ricordare, cos'era e cosa è diventata la politica italiana.