Piovella (SIO): paradosso tutto italiano per chirurgia cataratta

Mpd

Roma, 20 nov. (askanews) - "Con molto rispetto possiamo affermare che oggi siamo capaci di migliorare e di molto la vista che ci ha regalato il buon Dio. Nonostante questo la chirurgia della cataratta sta vivendo un paradosso tutto italiano: il risultato oggi ottenibile è indiscutibile ed è apprezzato da tutti, ma purtroppo ne può usufruire un limitatissimo numero di pazienti". Lo denuncia il presidente della Società Italiana di Oftalmologia (SIO) Matteo Piovella, aprendo a Roma i lavori del 99mo Congresso della società medico scientifica.

"Per motivi organizzativi e di carenze di budget - spiega - il sistema sanitario italiano prevede un rimborso non sufficiente a sostenere il continuo aggiornamento organizzativo e medico chirurgico che si è fermato in oculistica ai primi anni duemila. Le nuove lenti intraoculari capaci dei miglioramenti straordinari della vista sono utilizzabili solo in alcune realtà del settore privato, in regime di solvenza. Questo ci mette in grande difficoltà, perché eticamente e professionalmente siamo chiamati a garantire le migliori cure a tutti, ma non abbiamo la possibilità di poterla applicare nel Sistema Sanitario Nazionale che effettua oltre il 90% della chirurgia".

"L'importo del rimborso drg per l'intervento di cataratta è da oltre 20 anni in continua riduzione e pertanto totalmente insufficiente - prosegue lo specialista - ha un importo prestabilito fisso che non permette di comperare nulla in più rispetto quanto utilizzato nel passato. Quando la cura migliora e questo dovrebbe far adottare i nuovi cristallini multifocali, purtroppo non si ha un solo euro in più per acquistarli e tutti sanno che le cose migliori ed innovative costano ovviamente di più. Sfortunatamente non è stata prevista l'opportunità di aggiornare gli importi adatti a mantenere sempre la cura migliore".

Secondo Piovella, la situazione è critica a causa della mancanza d'informazione del cittadino, che nonostante le impegnative regole sulla privacy e sul consenso informato, è tenuto all'oscuro circa le opportunità esistenti e soprattutto nei confronti del diritto alla cura migliore. "La SOI comprende che questo stato di cose sia determinato dalle ristrettezze finanziarie di un sistema antico oggi in crisi in tutto il mondo, ma bisogna responsabilmente agire consapevolmente, per dare al paziente il diritto di scegliere secondo quanto sancito nella Costituzione".

"Purtroppo si va nella direzione opposta: non solo si propone un intervento non aggiornato come se non esistessero alternative, ma nella Regione Lombardia, ad esempio, è stata approvata una legge che impedisce di effettuare l'intervento di cataratta nel settore privato: un modo speciale per eliminare una concorrenza di qualità e per questo molto scomoda. Altri veri e propri abbagli, riducono la possibilità di cura nei confronti dei Pazienti affetti da malattie degli occhi con grande impatto 'sociale'. Voglio evidenziare due situazioni critiche: la prima - riferisce il medico - riguarda le iniezioni intravitreali per la degenerazione maculare che, per una norma aberrante, possono essere effettuate solo in ospedale e non da tutti i 7000 oculisti italiani, come si fa in tutto il mondo. Il pessimo risultato ottenuto nel nostro Paese certifica che si effettuano solo 300.000 iniezioni all'anno rispetto al milione e centomila del Regno Unito, della Francia e della Germania".

"L'altra grave mancanza è l'impossibilità di ottenere in sala operatoria l'assistenza anestesiologica necessaria effettuata da un Medico Anestesista Specialista, per tutti gli interventi di chirurgia oculistica. Stiamo lavorando incessantemente da anni per ripristinare sicurezza e buon senso: oggi esiste una rinnovata attenzione da parte del Ministero della Salute e questo lo dobbiamo considerare di buon auspicio per il prossimo futuro anche se ci preoccupa il procedere in ordine sparso di ogni singola Regione".