Piparo (Sistina): "Non posso né voglio credere a tamponi per teatri e cinema"

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"Non posso e non voglio crederci, non credo che qualcuno stia pensando seriamente a una cosa simile...". Si mostra al tempo stesso incredulo e fiducioso Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Sistina e presidente dell'Atp, l'associazione dei teatri privati, sentito dall'AdnKronos sull'ipotesi ventilata della necessità di presentare anche un tampone negativo per chi vaccinato e in possesso di green pass voglia entrare a vedere uno spettacolo a teatro o un film al cinema. "Proprio perché non mi sembra possa essere vero, preferiamo ancora non prendere una posizione ufficiale su questa ipotesi. Diciamo che non accadrà, ma se dovesse accadere sarebbe la chiusura totale e definitiva per il mondo del teatro", spiega.

"Non si tratta solo di un problema economico, che pure incide se uno spettatore oltre al prezzo del biglietto e magari del bus o metro o del parcometro per l'auto deve spendere anche i soldi per il tampone. Anche se per ipotesi i tamponi fossero gratuiti - osserva Piparo - non si risolve sia la questione del tempo necessario a prenotare un tampone e andarlo a fare in farmacia: a chi ha il biglietto di teatro per il 26 dicembre, che facciamo: gli diciamo di andare a farsi un tampone il giorno di Natale? E poi non ci sarebbe più alcuna premialità per i vaccinati rispetto ai no vax... sarebbe quasi un disincentivo".

Aggiunge il direttore artistico del Sistina: "Il tampone è una fotografia istantanea scattata al momento in cui una persona lo fa e dunque, in linea teorica, richiederlo non è un'idea scientificamente peregrina, diciamo che è un eccesso di sicurezza. Però, a livello pratico, può rivelarsi ugualmente inutile, se dopo aver fatto il tampone, nei due giorni successivi lo si contrae, magari sul posto di lavoro oppure a bordo di un mezzo di trasporto pubblico. E allora che si fa? Se si arrivasse a chiedere anche il tampone per ogni ingresso a teatro o al cinema, oltre a vaccino e green pass, allora tanto varrebbe tornare tutti al lockdown... Ma, ripeto, non posso e non voglio crederci!".

(di Enzo Bonaiuto)

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