Pipì in piscina: verità e falsi miti, cosa si rischia

Secondo la scienza, infatti, una piscina grande un terzo rispetto a un’olimpionica contiene 75 litri di urina, che scendono a 30 in una vasca più piccola. (Photo Credits – Flickr/Josefrén)

Nelle piscine dedicate ai bambini più piccoli c’è tanta pipì, ma per fortuna noi adulti andiamo nelle vasche più grandi. Questo è un pensiero comune, perché ci si aspetta che a non riuscire a trattenere i propri istinti siano, ovviamente, i bimbi. Ed è vero, nelle piscine dedicate ai più piccoli gli utenti non si trattengono e spesso fanno la pipì. Il problema è che non sono i soli.

Una ricerca pubblicata su ‘Environmental Sciences and Technology Letters’, infatti, dà un’immagine ben meno romantica e affascinante delle piscine. Secondo la scienza, infatti, una piscina grande un terzo rispetto a un’olimpionica contiene 75 litri di urina, che scendono a 30 in una vasca più piccola. Almeno, questo succede in Canada, visto che l’esperimento ha riguardato 31 piscine in due città canadesi, ma ahimè probabilmente è una realtà diffusa un po’ ovunque.

Basti pensare che un sondaggio anonimo ha messo in luce che il 19% degli adulti ammette di aver fatto o fare pipì in piscina. E se si pensa che in molti non avranno il coraggio di ammetterlo, si capisce che la percentuale di persone che si lascia andare tra una vasca a rana e una a stile libero è ben tanta. E, al di là della questione igienica e dello schifo, la pipì in piscina è pericolosa.

A dirlo è Lindsay Blackstock, dottoranda di tossicologia analitica e ambientale dell’università dell’Alberta, in Canada. “Il contatto fra la pipì e i disinfettanti usati per igienizzare l’acqua può scatenare una reazione chimica che libera sostanze irritanti per gli occhi e il respiro. Con il rischio di crisi d’asma” dice la scienziata.

Ma come funziona questa reazione? E’ sempre la Blackstock a rispondere. “Le urine sono ricche di sostanze azotate come urea, ammoniaca, amminoacidi e creatinina. Reagendo con i tipici disinfettanti a base di cloro, possono formare composti detti Dbp. E l’esposizone ai Dbp volatili, in particolare alla tricloramina, nelle piscine coperte può causare irritazioni oculari e respiratorie. Fino all’asma occupazionale per chi negli impianti ci lavora”.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità