Pirozzi: "Non dimenticherò lacrime Re Carlo III in zona rossa e la sua sorprendente umiltà"

(Adnkronos) - "Ricordo che quando Re Carlo III, allora Principe del Galles, si preparava a venire ad Amatrice, fui avvertito che non si poteva toccare, che non avrebbe mangiato nulla, magari solo assaggiato, che non si sarebbe intrattenuto con le persone. Ricordo che con la sua sorprendente umiltà, con la semplicità che sicuramente da Re potranno aiutarlo a fare la differenza, stravolse in quell'occasione le rigide regole, dimostrandoci una vicinanza vera che almeno qui, nella nostra martoriata terra, scaldò i cuori di chi aveva perso tutto. Non solo si commosse, camminando nella zona rossa, ma gustò una amatriciana e si fermò a parlare con la mia gente". E' il ricordo che Sergio Pirozzi affida all'Adnkronos di Re Carlo III, in visita ad aprile 2017 nella "sua" Amatrice.

Erano passati otto mesi dal terremoto che aveva cancellato il comune in provincia di Rieti smantellando come tante piccole tessere di un domino le frazioni intorno e di lì gran parte delle città del centro Italia. Re Carlo III era Principe del Galles, Pirozzi il sindaco di una città che non esisteva più. In quella visita i loro mondi tanto distanti si strinsero, senza cerimoniale né etichette. "Fu di una cortesia e di una disponibilità eccezionale - continua Pirozzi - dopo il raccoglimento al monumento dedicato alle vittime, lo portai dentro Radio Amatrice, gli spiegai perché era stata creata, così simile a Radio Londra, per comunicare a tutti i cittadini quello che c'era da fare e che dovevano sapere. Letteralmente si sciolse".

"Fu davvero molto alla mano, gli consegnai anche la felpa di Amatrice. Mi fece i complimenti per la radio, per come era stata gestita l'emergenza, colpito dalla fierezza della gente che non aveva lasciato la propria terra, che aveva resistito. E poi, interessato al settore dell'agricoltura, volle sapere quante aziende c'erano. L'atmosfera era così vera che gli ho dato una pacca sulle spalle, ricordo che la traduttrice si mise a ridere. Se avesse applicato il protocollo, in quell'occasione, avrebbe stonato. Lui lo sapeva, da persona intelligente qual è. Farà grandi cose da Re".

(di Silvia Mancinelli)