##Pisapia si ritira, Pd: "Avremo forza a sinistra per 30%"

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Roma, 6 dic. (askanews) - Giuliano Pisapia non si candida, chiude all'alleanza tra Campo progressista e Pd e rimescola le carte nel centrosinistra.

"Il mio tentativo - ha detto Pisapia nella riunione del suo movimento - non è riuscito, ma non sono venute meno le ragioni che lo hanno ispirato. Temo i rischi fortissimi di un Paese nelle mani delle destre o dei populisti e ora c'è solo da sperare che le forze progressiste si ritrovino almeno dopo le elezioni. Io, come sempre, senza ambizioni personali, lavorerò per questo. Sperando che non sia troppo tardi. Per quanto mi riguarda ripeto, come ho detto fin dall'inizio, che non sarò candidato al Parlamento". Decisivo, per la rottura della trattativa con il Pd, ha spiegato, è stato lo ius soli, finito in coda (e forse su un binario morto) nel calendario parlamentare di questo ultimo scorcio di legislatura. "La decisione di calendarizzare lo ius soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l'approvazione una remota probabilità - ha spiegato - ha evidenziato l'impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd".

La decisione di Pisapia ha quindi portato una nuova fibrillazione nel campo di centrosinistra, sia tra i Dem che nella lista di Liberi e uguali, per ragioni naturalmente differenti. Certo la sua scelta "non era inaspettata" per Matteo Renzi (che oggi ha evitato di commentare) e il Nazareno fa buon viso a cattivo gioco. Anche senza Giuliano Pisapia, ha detto Maria Elena Boschi, "il Pd avrà comunque una forza alla propria sinistra e una al centro in coalizione. Ci presenteremo in tutti i collegi e supereremo il 30% in tutti i collegi". La linea, oggi come nelle scorse settimane, è dunque che il Pd si presenterà con una coalizione: sia a sinistra (con rappresentanti ex campo progressista, Smeriglio, Uras ma anche sindaci come Zedda ed esponenti civici) sia al centro, dove oggi si registra anche il colpo di scena dell'annuncio di Angelino Alfano di non ripresentarsi alle elezioni. E, è l'auspicio dei Dem, anche con i Radicali di Emma Bonino e la lista europeista, anche se in questo caso la trattativa è ancora in atto. "Cerchiamo - ha detto ancora la Boschi - una coalizione ma che sia forte, coesa, credibile, non come il centrodestra. Su questo il Pd sta lavorando, anche con dei segnali concreti, ad esempio nella discussione sulla legge di Bilancio in Parlamento, ma il Pd non può rincorrere chiunque".

Certo che, anche dal punto di vista dell'immagine, il passo indietro dell'ex sindaco di Milano ha un suo valore (e infatti preoccupa la minoranza Dem) e dà fiato alla lista Liberi e uguali, che infatti 'chiama' Pisapia e i suoi. La porta, ha detto oggi Pierluigi Bersani è "assolutamente" aperta per Pisapia. "Noi - ha aggiunto - crediamo domenica di aver fatto il primo passo della nostra strada, non ci fermiamo e quindi vedremo gli sviluppi". Pronti a passare da Campo progressista alla coalizione che ha a capo Piero Grasso ci sarebbero ex Sel che avevano aderito al progetto dell'ex sindaco di Milano. "Prendiamo atto - è l'auspicio che trapela da Sinistra italiana - che l'esito di questa vicenda dimostra che avevamo ragione e che quello di Campo progressista era un progetto campato per aria. Se ora qualcuno di loro vuole sostenere la lista di Liberi e Uguali ben venga". Anche nel Pd, però, assicurano di poter attrarre pezzi del movimento.

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