"Meglio di altri, ma non illudiamoci. Mascherina cruciale per incontri con non conviventi"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·2 minuto per la lettura

“Non dobbiamo farci illusioni: sarebbe profondamente sbagliato, sulla base di questi numeri, credere di esserne fuori, e crederci fuori pericolo. Sarebbe azzardo, una valutazione priva di fondamento”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nelle sue comunicazioni sul nuovo Dpcm alla Camera.

La valutazione del presidente del Consiglio di prorogare lo stato di emergenza al 31 gennaio ”è corrispondente alla situazione in cui si trova il Paese”, ha messo in chiaro il ministro. Dunque i contenuti del nuovo provvedimento: estensione dell’obbligo delle mascherine anche all’aperto e più controlli, “perché non possiamo permetterci il rischio di assembramenti”.

“Nel Dpcm che ci accingiamo ad adottare - ha dichiarato il ministro - valutiamo l’estensione dell’obbligo delle mascherine anche all’aperto. Dobbiamo fare uno sforzo in più: in ogni situazione dove c’è incontro con non congiunti c’è la necessità di usare mascherine”. E il secondo punto, il rafforzamento dei controlli: “Lavoriamo per aumentare i livelli dei controlli perchè gli assembramenti sono un rischio reale che non possiamo permetterci. Dobbiamo ricordare le regole essenziali come il lavaggio delle mani, oltre al’uso delle mascherine [...]. Sarebbe profondamente sbagliato dividersi su queste che sono le indicazioni della comunità scientifica per provare a contrastare il virus”.

In questa fase fase l’Italia sta meglio di altri Paesi, ma ”è indispensabile alzare il nostro livello di guardia”, è l’avvertimento del ministro. “Il quadro internazionale sul coronavirus ci mostra una mutazione di fase con 35 milioni di contagi nel mondo e oltre un milione di morti. In Europa si verifica la stessa tendenza, con un’inversione di marcia in cui si ripristinano le misure restrittive che avevano caratterizzato aprile e maggio e ci si avvicina a ipotesi di nuovi lockdown, come a Parigi. L’italia per ora grazie al lavoro della nostra comunità nazionale e del nostro Servizio sanitario nazionale sta meglio ma non dobbiamo farci illusioni immaginandoci di esserne fuori: c’è una fase di peggioramento oggettivo e anche da noi da nove settimane”.

In più, rispetto alla prima fase, quando “il virus aveva colpito un’area del Paese precisa”, ora “c’è una crescita diffusa e generalizzata e nessuna realtà è fuori dai rischi. C’è bisogno della massima attenzione in ogni angolo del Paese”. Bisogna ripristinare - ha aggiunto Speranza - la massima collaborazione tra Stato e regioni, “con le quali abbiamo avuto un incontro e prima della firma del Dpcm ne avremo un altro”.

“Per il vaccino servono dei mesi, sono mesi di resistenza”, ha concluso il ministro. “Nei mesi più duri dell’emergenza, il Paese si è stretto a coorte. È il momento di ritrovare quell’unità”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.