"Più Santo di San Gennaro". A Napoli si celebrano Diego e le sue reliquie

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
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Maradona a Napoli viene santificato come un Dio (Photo: Huffpost Italia)
Maradona a Napoli viene santificato come un Dio (Photo: Huffpost Italia)

Ai piedi del sacrario montato davanti alla curva B dello stadio San Paolo, i fedeli di Maradona portano di tutto, anche i pasticcini per Diego allineati per comporre una scritta: “AD10S”, con il numero 10, quello del capitano. E Carmine, arrivato da Pozzuoli, accende un lumino, ma ce ne sono già centinaia. “Dopo 60 anni di trasferte, sei tornato a giocare in casa”, si legge in uno dei tanti messaggi lasciati tra mazzi di fiori e rose rosse. Ora Napoli piange il suo santo, il suo dio vendicatore, con i suoi 115 gol e i due scudetti: “Grazie – si legge su un lungo drappo bianco e azzurro - per aver riscattato un popolo vessato dall’odio razziale. Hai portato la gloria di Napoli nel mondo. Eternamente grazie, leggenda”.

Mascherine anti-Covid nere e occhi lucidi in una città frastornata e senza più il suo dio terreno. Città in cui tante persone ancora non vogliono credere che Diego sia “volato in cielo”. Lungo Spaccanapoli ecco il bar Nilo, che dagli anni 80 custodisce in una teca una ciocca di capelli di Maradona. Come fosse il sangue di San Gennaro, che quando si scioglie nella sua ampolla l’infelice diventa felice e il popolo si sente miracolato. Lo stesso effetto religioso e taumaturgico qui lo facevano le magie del Pibe de Oro. Oltrepassata la soglia del locale si partecipa a una veglia funebre. Le persone entrano, baciano la foto e fanno il segno della croce davanti a quel che resta di un ricciolo nero poggiato sull’altare.

Bruno, il titolare del caffè, sta lì a guardare con gli occhi gonfi: “Sapete la verità? Diego viene prima di San Gennaro perché i miracoli di Maradona li abbiamo visti”. “Mi faresti un caffè?”, chiede un cliente. No, niente caffè. L’attività è chiusa causa Covid: “È un periodo triste e ora che non abbiamo più un mito in terra è ancora ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.