Pizzaiolo ucciso, la lettera della madre dell’autore dell’omicidio

Pizzaiolo ucciso, la lettera della madre dell’autore dell’omicidio

Nella giornata di domenica 27 ottobre, in località Torre del Mare (provincia di Salerno), un pizzaiolo di soli 33 anni è stato ucciso da un ragazzo italo-brasiliano con 4 coltellate al termine di una lite che si era improvvisamente accesa tra i due. L’assassino 25enne, Vincenzo Galdoporpora, è stato immediatamente arrestato per l’omicidio e ora sarà tenuto a scontare la sanzione penale all’interno di un carcere. La madre dell’omicida, nelle ultime ore, ha deciso di inviare una lettera alla madre del defunto per scusarsi per quanto accaduto.

Pizzaiolo ucciso, la lettera della madre dell’assassino

All’interno della missiva si coglie un senso di colpa profondo da parte della madre dell’omicida. Sicuramente, la voglia di spiegare la propria vicinanza in un momento simile è sintomo di assoluta vergogna per quanto accaduto: “Signora Elvira, sono la mamma di Vincenzo. Forse lei, in questo momento così difficile, non avrà voglia di ascoltarmi, ma sono una madre anche io, una mamma morta, morta completamente… mi aspettavo ancora tante cose brutte da questa mia vita, piena di problemi, ma mai pensavo ad una cosa del genere. Porterò per sempre, dentro di me, questa tragedia. Non ho parole per lei, suo marito e le sue figlie: oggi, quando penso che mio figlio è arrivato al punto di distruggere la vita di un ragazzo e della sua famiglia, non riesco a capire come sia stato possibile, è una disgrazia completa, per tutti. Gesù Cristo mio, non posso immaginare quello che state passando, sono io la mamma di colui che ha tolto la vita a vostro figlio. Signora Elvira, lei in questo momento non ne avrà sicuramente voglia, lo capisco, ma spero tanto che un giorno, da mamma a mamma, capirà e penserà anche un poco a me, ad una tragedia anche mia… so che l’ultima persona al mondo di cui vuol sentire parlare è mio figlio, ma posso dirle che Vincenzo dopo quello che ha fatto è un ragazzo morto, come lo sono io. Da tempo faceva uso di droghe, lo hanno devastato, e mi creda se le dico che ero preparata a perderlo, da un giorno all’altro: so che a lei non interessa proprio nulla di noi, ma le chiedo perdono e le giuro che non so come sia potuto succedere“.

Proseguendo, la madre dell’autore dell’omicidio prova ad illustrare la situazione disperata del proprio figlio, offuscato dalle droghe e dalla microcriminalità nella quale viveva: “Non ho un euro per raggiungere mio figlio, guardarlo negli occhi e chiedergli: perché lo hai fatto? Cosa è successo? Per quale motivo? Lui pagherà per tutta la vita, anche quando morirà non troverà pace per aver ucciso un’altra persona, non esiste un perdono eterno. Enzo poteva fare una rapina, spacciare droga, ma mai immaginavo che potesse commettere un omicidio. La droga gli ha distrutto il cervello: da cinque anni piango, al telefono, chiedendo aiuto per lui, dicendogli di smettere con la droga e di curarsi. Non so se, poi, riuscirò davvero a guardarlo in faccia per chiedergli: perché hai aggredito Francesco? Che ti ha fatto di tanto grave per scatenare tutto questo ed arrivare ad ucciderlo? Lo conoscevo benissimo anche io, quante volte abbiamo mangiato la pizza insieme, a Capaccio. Perché erano in quel bar insieme?“.

Attraverso le scuse per la propria lontananza a causa di problemi familiari la madre di Vincenzo ha voluto illustrare anche il momento di difficoltà da lei vissuto: “Forse non è il momento di parlare di questo, ma qui a Rio de Janeiro, ad 8mila km di distanza, non riesco a capire e mi dispero, perché non posso parlare con lui e comprendere bene. Come voi, siamo una famiglia distrutta, anche io sono morta dentro… in Italia, molti se la stanno prendendo con me accusandomi di aver abbandonato i miei figli, ma non è vero. Sono dovuta tornare in Brasile per assistere mio padre, malato terminale, ed un altro figlio gravemente ammalato che ha bisogno di assistenza continua. Ma almeno una volta all’anno sono sempre tornata, ho detto ai miei figli di venire con me a Rio, ma non hanno mai voluto…Dal profondo del mio cuore, chiedo perdono a lei, signora Elvira, ed a tutta la sua famiglia. Anche se so che a voi non interessa nulla e che non è una giustificazione per quello che ha fatto, sono convinta che mio figlio, quella notte, non era affatto lui. Vincenzo ha problemi psichici, il suo cervello è distrutto dalla droga e limitato, agiva senza pensare alle conseguenze quando era sotto l’effetto di stupefacenti. Non so come sta in carcere e cosa sta provando adesso, ma da madre posso dire che Vincenzo non si recupererà mai, non supererà mai tutto questo, io non so che ne sarà di lui… la mia vita non sarà più la stessa, vivrò con questo dolore e questa paura per sempre, pensando e ripensando a mio figlio ed a Francesco“.