Plusvalenze. Juve penalizzata di 15 punti. La tifoseria: "Persecuzione e discriminazione"

Nessuna condanna per le altre squadre. Superate le richieste dell'accusa

15 punti di penalizzazione e un tonfo dal 3° al decimo posto della serie A. È uno tsunami su classifica e futuro della Juventus, l'esito del processo bis sul caso delle plusvalenze. Come nel primo, nessuna condanna è invece stata pronunciata per le altre squadre coinvolte: Sampdoria, Genoa, Parma, Empoli, vecchio Novara, Pisa, Pescara e Pro Vercelli. Nei confronti della Juventus, la Corte federale d'appello è andata anche oltre le richieste del capo della procura Giuseppe Chinè, che aveva invocato 9 punti di penalizzazione, 16 mesi di inibizione per Andrea Agnelli, 20 mesi e 10 giorni per Paratici, 10 per Cherubini e 12 per tutti gli altri consiglieri.

"Ci resta solo la Coppa Italia. E se anche vincessimo, con un pretesto ci escluderebbero dalla Europa League"

Amareggiata dalla stangata del tribunale sportivo, la tifoseria bianconera lamenta persecuzione e discriminazione. "Hanno inflitto tanti di quei punti di penalizzazione che la Juventus non potrà qualificarsi per la Champions e nemmeno per l'Europa League - dice il presidente dell'associazione "Amici della Juventus", Paolo Bertinetti -. Certo, potrebbe vincere la Coppa Italia e a quel punto andrebbe di diritto in Europa League, ma a quel punto, la UEFA troverebbe comunque un escamotage per escluderla anche dall'Europa League".

"Paghino anche le altre squadre. Ingiusto che a rimetterci sia solo la Juve"

"Sarebbe giusto coinvolgere anche le altre squadre, perché non è giusto che a rimetterci sia solo la Juventus - il commento di una residente a Torino -. Andrebbe poi tenuto conto del fatto che essendo una SpA, la Juventus ha obblighi diversi nei confronti dei suoi azionisti". Un passante in corsa si dice invece "molto contento", ma poi aggiunge: "Sì, perché sono del Torino!".