Plymouth Voyager 3, monovolume in due pezzi

redazione@motor1.com (Emmanuel Touzot)
Plymouth Voyager III

Alla parte anteriore, con il volante, se ne può aggiungere una posteriore con due file di sedili

Bisogna avere un certo coraggio per disegnare un’auto come le Plymouth Prowler, una sportiva costruita dal 1997 al 2002 che in realtà sembra provenire direttamente dagli anni ’40. La Prowler porta la firma di Tom Gale, designer statunitense che negli anni ’90 curò lo stile per il Gruppo Chrysler, quando si occupò anche della prima Dodge Viper.

Fra i progetti di Gale c’è anche il prototipo Plymouth Voyager 3 del 1989, una monovolume decisamente originale che riflette lo stile visionario del designer.

Plymouth Voyager III

Due ruote si ripiegano

In realtà la Voyager 3 ha un aspetto “quadrato” e poco appariscente, meno coraggioso di altre auto disegnate da Gale, ma è il suo telaio modulare a renderla un prototipo con pochi eguali.

La Voyager 3 infatti è composta da due parti: una, quella anteriore, è una piccola monovolume con il portellone verticale; l’altra, quella posteriore, è una sorta di carrellino a quattro ruote con due file di sedili e il tetto in vetro rialzato. Una volta unito il “modulo” posteriore, in quello anteriore si ripiegano le ruote dietro. Ogni segmento della Voyager 3 ha un motore a quattro cilindri, quindi la potenza è sufficiente anche se l’auto viaggia a pieno carico.

In lei c'è tanto della Voyager del 1993

Lo stile di questo prototipo non è futuristico come la carrozzeria, ma a ben guardare si nota che non è del tutto fine a sé stesso: il cofano spiovente e il parabrezza avvolgente avrebbero ispirato la seconda generazione della Chrysler Voyager, la monovolume lanciata nel 1993 che ottenne un buon successo anche nel nostro Paese. La somiglianza è evidente anche nelle fiancate e al posteriore, entrambi verticali e spigolosi.

Un "tuffo" nei concept del passato