Pmi: Lokky, nuova frontiera delle polizze assicurative è online

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Pmi: Lokky, nuova frontiera delle polizze assicurative è online
Pmi: Lokky, nuova frontiera delle polizze assicurative è online

Roma, 23 feb. (Adnkronos/Labitalia) – Le ultime indagini di Lokky spiegano perché la nuova frontiera delle polizze assicurative per le micro-piccole imprese è online. Il 2020 è stato un anno complicato per tutti. Tra le categorie professionali più colpite dall’emergenza sanitaria, un ruolo di spicco spetta a tutti quei professionisti che svolgono un lavoro strettamente legato alla necessità di operare sul campo. All’alba di un nuovo anno, anzi, di un nuovo decennio, attraverso una ricerca quantitativa che ha coinvolto un campione di 450 aziende da Nord a Sud Italia (realtà medio-piccole, con un numero massimo di 9 dipendenti), Lokky ha indagato la situazione assicurativa delle micro-piccole imprese italiane.

I risultati hanno evidenziato quali sono le categorie professionali più assicurate; quali sono i prodotti assicurativi preferiti da ciascuna di queste categorie; perché, a volte, alcuni professionisti non siano disposti a cambiare assicurazione; infine quali sono le aspettative, i mezzi e i canali attraverso cui i professionisti entrano in contatto con le proposte sul mercato. Confrontando i risultati con quello che è il profilo 'target' per la proposta dei suoi prodotti assicurativi, Lokky si è concentrata su 3 categorie: i tecnici installatori (elettricisti, idraulici, imbianchini), gli artigiani (falegnami, fabbri, caseifici, panettieri) e il settore dell’edilizia (aziende edili, operai che lavorano fisicamente in cantiere).

La ricerca di Lokky ha identificato alcune caratteristiche specifiche del profilo dei professionisti coinvolti. Si tratta più che altro di lavoratori autonomi di età medio-adulta (tecnici installatori sono nella fascia >49, artigiani ed edilizia nella fascia 35-49), in attività da più di 10 anni, con imprese che fatturano meno di 100.000 euro all’anno con un massimo di 1-2 dipendenti. La maggior parte ha dichiarato di lavorare in locali di proprietà (nel caso degli artigiani, c’è anche da considerare l’uso promiscuo dei locali personali).

Tra questi, i tecnici installatori e gli artigiani sono fra le figure professionali meno assicurate: soltanto il 78% possiede una polizza assicurativa, contro il 91% di chi lavora nel campo dell’edilizia. I motivi sono diversi: nel caso dei tecnici installatori, i problemi principali sono la mancanza di fiducia e la mancanza di budget da destinare a una polizza (entrambe al 42%), mentre nel caso degli artigiani c’è una netta prevalenza della mancanza di fiducia. L’edilizia, al contrario, è in testa fra le più assicurate, insieme ad altre categorie come bar e ristoranti (96%) e servizi alla persona (91%). Tra i prodotti assicurativi più gettonati, al primo posto ci sono danni property e furto e incendio, seguiti da rct (un’esigenza di tutte le categorie), rco (soprattutto fra gli artigiani) e infortunio e malattia (forte tra i tecnici installatori).

Le ragioni che spingono i professionisti a sottoscrivere una polizza sono molteplici. In primo luogo i professionisti sono alla ricerca di chiarezza e trasparenza, quindi di un prodotto semplice da capire e che faccia al caso loro; seguono infatti l’esigenza di personalizzazione e di specificazione. Nel caso dell’edilizia c’è anche grande attenzione alla velocità e alla comodità del metodo d’acquisto (non a caso l’edilizia è una delle categorie più caratterizzate dalla dinamicità, contro ai tecnici installatori più introversi e sulla difensiva e gli artigiani più creativi, immaginativi ma anche vulnerabili).

La ricerca ha poi evidenziato un punto debole comune a tutte le categorie professionali: i servizi digitali e online. I risultati sono impressionanti: soltanto il 3% dei tecnici installatori e il 3% degli artigiani ha dichiarato di aver acquistato la propria polizza online, mentre nel mondo dell’edilizia il risultato è un inaspettato 0%. La maggior parte dei professionisti preferisce affidarsi all’intervento di un agente.

Il risultato più interessante è senza dubbio la debolezza del canale digitale. La responsabilità viene generalmente imputata a un problema nella domanda: professionisti troppo 'vecchi' sono ancora legati a sistemi di stipulazione delle polizze precedenti alla rivoluzione digitale. In molti potrebbero sostenere che si tratti di un mero fattore generazionale, ma liquidare il problema con una semplice 'questione d’età' è facile, forse fin troppo. Andando un po’ più a fondo, infatti, si scopre che un’alta percentuale di questi professionisti ha dichiarato di aver già acquistato singole polizze online, ma soprattutto di utilizzare il sito/app per la gestione del proprio conto bancario.

Alla luce dell’indagine di Lokky, quindi, è lecito pensare che parte della responsabilità risieda in una debolezza dell’offerta. La riprova viene proprio dai numeri di Lokky, che da quasi due anni (febbraio 2019) propone polizze assicurative online. Pur rivolgendosi a tutte le piccole-medie imprese, i numeri parlano chiaro: il 60% dei clienti che hanno stipulato polizze assicurative online è composto proprio da Tecnici installatori.

Data la situazione di emergenza, i servizi digitali hanno acquistato sempre più importanza nella vita di tutti. Forse non è così assurdo, quindi, pensare che in futuro le compagnie assicurative dovranno fare sempre più leva proprio sul canale digitale. Forse, diciamo forse, l’Italia non è più un paese per vecchi.