Pmi: Unasf Conflavoro su patente a punti sicurezza, occorre sistema incentivi

Pmi: Unasf Conflavoro su patente a punti sicurezza, occorre sistema incentivi

Roma, 7 feb. (Labitalia) – “La patente a punti per la sicurezza sul lavoro? Attenzione a non ammassare soltanto nuove difficoltà burocratiche sulla schiena delle piccole aziende, senza dare loro in cambio il sostegno necessario a cambiare rotta. La cultura della prevenzione va promossa coi fatti e con gli incentivi, non con le sanzioni”. Unasf, l’Unione nazionale sicurezza e formazione aderente a Conflavoro Pmi, è critica sull’apertura del ministro Nunzia Catalfo alla patente a punti per le imprese.

“Sembra un sistema di punizioni più che di incentivi. E difatti – commenta il presidente Unasf, Enzo Capobianco – invece di lavorare a un miglioramento generale della prevenzione, si finisce sempre per penalizzare le realtà imprenditoriali di dimensioni più ridotte con aggravi di costi e burocrazia. Perché, di certo, la mannaia delle sanzioni di questa patente a punti, se mai si farà, cadrà sui soliti noti. Ma la sicurezza sul lavoro è un’altra cosa, serve aver dato il massimo da parte delle istituzioni prima di una norma del genere in un settore così delicato come quello dell’HSE".

" Servono più sgravi fiscali alle aziende, maggiore informazione, meno costi burocratici. Quello che serve è una patente di incentivi, se di patente vogliamo parlare", precisa Capobianco.

"Più formazione fai in azienda, -sottolinea il presidente Unasf- più promuovi un sistema interno di qualità HSE, più punti guadagni. Punti da tradurre poi in credito d’imposta, ad esempio. E invece, istituendo dal niente una patente punitiva, il risultato sarà solo una forbice sempre più ampia tra grandi gruppi e piccole aziende”.

“Arrivare oggi a ventilare la chiusura di un’attività, quando prima non si è fatto di tutto per sostenerla, è assurdo. Occorre valutare i singoli casi –aggiunge Capobianco – partire da una politica e una situazione comune. Un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi è già previsto dal Dlgs 81/08, all’articolo 27. Prendiamolo come base di partenza e facciamolo subito, perché i morti sul lavoro sono costanti e non diminuiscono".

"In Italia serve una strategia concreta per la prevenzione e possiamo attuarla soltanto attraverso un dialogo tra istituzioni e associazioni che si occupano di sicurezza nelle aziende. Un dialogo che oggi assolutamente non esiste”, conclude.