Pmi: Vittadini, 'puntare su alta qualità, export e sostenibilità'

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Puntare su prodotti di alto profilo, guardare ai mercati esteri e assumere capitale umano qualificato. È questa la strategia per una realtà imprenditoriale di successo, secondo le conclusioni del rapporto 'Sussidiarietà e… Pmi per lo Sviluppo Sostenibile' sul contributo delle micro, piccole e medie imprese nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile, curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà e presentato a Milano. La novità che emerge dal documento è che i soggetti in possesso delle caratteristiche 'vincenti' di cui sopra hanno già nel proprio Dna la propensione ad abbracciare i valori della sostenibilità. 

Lo spiega il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, a margine dell'evento milanese. "La fotografia che esce dal nostro report - spiega all'Adnkronos - è che una buona fetta delle pmi italiane ed europee date per morte dopo la crisi finanziaria si è risollevata e oggi esporta, innova, occupa e vede aumentare il proprio valore aggiunto". Dal 2009 a oggi, circa il 30% delle imprese in difficoltà è passato nella parte alta della classifica. Molte altre hanno chiuso i battenti, certo. Ma chi è sopravvissuto è andato migliorando. 

Come? "Producendo beni di lusso, esportando e buttandosi sul digitale - continua Vittadini -. Chi produce solo per il mercato interno non regge più. Che si parli di scarpe o tessile, bisogna puntare a chi nel mondo ricerca prodotti di alto profilo, innovativi, capaci di distinguersi. Se spopola Ikea, il piccolo mobilificio della Brianza deve buttarsi su pezzi non replicabili: solo così sarà ancora in grado di vendere". 

Le imprese vincenti di oggi, secondo le evidenze contenute nel report, sono attive in settori 'green' - dalle energie alternative al riciclo dei rifiuti - o comunque mettono in campo processi produttivi ecosostenibili nella propria filiera, che può essere ad esempio quella del legno. Sostituire certi comportamenti con altri più virtuosi è tuttavia un costo. "Per questo lo Stato non dovrebbe parlare di taglio generico delle tasse - dice ancora il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà - ma favorire gli investimenti in modo selettivo, sostenendo per esempio quelli green. Per questo il provvedimento Industria 4.0 è fondamentale. Servono interventi mirati: se si hanno pochi soldi bisogna scegliere bene chi aiutare". 

Dal rapporto presentato oggi emerge anche quello che può essere definito il 'caso Lombardia': è questa la regione in cui, per citare uno dei dati contenuti nello studio, è̀ localizzato il maggior numero di startup innovative (il 25% del totale nazionale), che possiedono tutte le caratteristiche per uno sviluppo che guarda alla sostenibilità. Così come la Lombardia è anche la principale protagonista nel settore della macchina utensile, robotica e automazione, sia in termini di presenza aziendale (53%), sia economica (50,3% dei ricavi), sia occupazionale (47,3% degli addetti). 

"In Lombardia quasi ci si dimentica della crisi nazionale - dice Vittadini -. Le istituzioni sostengono l'impresa, e soprattutto l'università funziona bene e sforna laureati altamente specializzati e interessanti. Parte tutto dall'istruzione e dal capitale umano: senza, non può esistere un'impresa di successo".