Pnrr, Bianchi (Ance): "Nodi irrisolti su opere pubbliche"

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L’Ance esprime ''apprezzamento'' per il contenuto del decreto-legge di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che ''prevede una serie di misure puntuali, principalmente relative all’attivazione dei finanziamenti europei, necessarie per il raggiungimento degli obiettivi previsti entro fine anno e il conseguente ottenimento della prossima tranche di risorse europee''. Lo sottolinea il Vicepresidente dell'Ance, Edoardo Bianchi, in un'audizione in Commissione Bilancio sul Dl Pnrr.

''Il decreto tuttavia lascia ancora senza soluzioni alcuni nodi irrisolti in materia di opere pubbliche -continua Bianchi- che, a parere dell’Ance, devono essere risolti entro la fine dell’anno per assicurare un efficace avvio del Pnrr, favorendo la concorrenza e la trasparenza. Tra questi figurano in particolare le misure relative: l'avviso per le procedure negoziate per interventi Pnrr; le opere a rete e suddivisione in lotti quantitativi; il 'caro' materiali; le fidejussioni per le opere pubbliche, con l'introduzione del sistema alla francese; i maggiori oneri per il Covid''.

''Rimane infine il nodo irrisolto dell’effettiva disponibilità di progetti da realizzare con i fondi del Pnrr -aggiunge Bianchi. Nodo rispetto al quale è opportuno trovare rapidamente soluzioni, al momento assenti nel decreto''.

Dal punto di vista della programmazione, uno studio dell’Ance, aggiornato al 30 settembre 2021, ha evidenziato che circa la metà dei 108 miliardi di euro destinati ad interventi di interesse per il settore delle costruzioni risulta “territorializzato”, ovvero per 55,7 miliardi di euro è possibile individuare i territori nei quali le risorse europee produrranno effetti in termini di investimenti realizzati.

In merito alla distribuzione geografica dei 55,7 miliardi di euro territorializzati, emergono le regioni del Mezzogiorno e del Nord, rispettivamente con 24,2 miliardi (43%) e 23,3 miliardi (42%) di euro di investimenti, seguite da quelle del Centro con soli 8,2 miliardi (15%).

Con riferimento alle amministrazioni competenti, lo studio evidenzia l’operato del Mims che ha già distribuito ai territori il 92% delle risorse in soli 4 mesi. ''E’ un buon risultato perché accorciare il più possibile la fase di programmazione e distribuzione delle risorse, che è da sempre uno dei punti deboli della catena degli investimenti, è necessario per rispettare le tempistiche molto stringenti previste per la realizzazione del Pnrr'', conclude Bianchi.

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