Pnrr, Cuzzilla (Cida): "Agire presto risorse sono un'opportunità di rilancio da non sprecare"

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Roma, 29 lug. (Labitalia) – “Da 76 anni la Cida rappresenta la dirigenza e le alte professionalità di tutti i settori socio produttivi, pubblici e privati”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, il neo presidente Cida (Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità) Stefano Cuzzilla.

"La complessità della fase storica che stiamo attraversando – fa notare – rende urgente un riposizionamento strategico della nostra Confederazione con l’obiettivo di svolgere, in modo più incisivo, il ruolo che le compete e acquisire così il giusto livello di accreditamento istituzionale che risponda alle istanze di dirigenti e alte professionalità”.

“Ora più che mai – avverte Cuzzilla – vogliamo che Cida ritorni ad essere protagonista del dibattito pubblico sulle politiche economiche e sociali del Paese e che la dirigenza sia rappresentata nei tavoli su cui si determina il futuro dell’Italia, in particolare quelli che riguardano l’attuazione del Pnrr”.

“Il concetto di cambiamento – ammette Cuzzilla – non è mai stato così attuale: dal conflitto bellico alla crisi energetica, dalle trasformazioni climatiche alle nuove rotte che il mondo post pandemia dovrà percorrere. La transizione verso nuovi equilibri geopolitici ed economici è già in atto. Il conflitto in Ucraina avrà delle conseguenze sugli equilibri mondiali che andranno ben oltre la fine dei combattimenti e i cui contorni stanno iniziando a delinearsi già ora. Gli shock subiti dalle catene di approvvigionamento hanno scosso i mercati alimentari, dell’energia e di altre materie prime facendone lievitare i prezzi. Aziende e governo devono quindi ripensare le loro interdipendenze e rivedere le loro catene di approvvigionamento, produzione e assemblaggio”.

“I prossimi anni – fa notare – potrebbero perciò essere importanti per una ridefinizione delle dinamiche di internazionalizzazione delle imprese più colpite, il cui andamento sarà guidato da fattori economici e geografici. Il nostro Paese può rilanciare il suo ruolo fondamentale nel bacino del Mediterraneo, dal punto di vista delle prospettive sul piano energetico, industriale e sociale”.

“Senza dimenticare – spiega – la grande sfida del nostro secolo: un’economia sostenibile attraverso la trasformazione digitale e green delle imprese. Una doppia transizione che oltre ad essere uno dei motori per la ripresa post coronavirus, è un’esigenza concreta che non riguarda solo l’energia rinnovabile ma implica una revisione dell’approccio alla produzione di beni e servizi. In un quadro così articolato, è quindi evidente quanto sia importante che tutti questi processi siano guidati da manager con competenze qualificate a favorire un proficuo dialogo transatlantico sui temi al centro dell’agenda mondiale: competitività industriale, transizione ecologica, innovazione e politiche di crescita”.

“Nella Confederazione – ricorda – sono rappresentate le più alte professionalità del Paese: dirigenti industriali, del commercio e del terziario, dei Ministeri, dirigenti scolastici e delle Banca d’Italia e Consob, rappresentiamo tutti i medici del Ssn, i dirigenti dei consorzi agrari e quelli assicurativi. Tutte queste professionalità collaborano in modo sinergico, costantemente, per la messa a punto di progetti e idee da proporre alla politica perché, non dimentichiamo che i manager e le alte professionalità sono la spina dorsale del sistema produttivo e cerniera tra società e istituzioni”.

“Il senso di responsabilità – afferma – ci impone di fornire soluzioni concrete a questioni inderogabili come l’approvvigionamento energetico, la gestione sanitaria e sociale della pandemia, la ripresa dell’attività scolastica, la grave siccità, l’inflazione che grava sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati e la tutela del risparmio come motore trainante dell’economia. Su tutti questi punti i manager e le alte professionalità rappresentati da Cida sono pronti, come sempre, a dare il loro contributo nell’interesse superiore del Paese, che in questo momento deve diventare l’unica vera priorità nell’attuale agenda politica”.

“In quest’ottica – sottolinea Cuzzilla – il nostro auspicio è quello di avviare un confronto con le forze politiche mettendo a disposizione le nostre competenze e idee affinché si possa proseguire nel percorso intrapreso senza interruzioni".

“Le risorse del Pnrr – aggiunge – rappresentano un serbatoio di opportunità di rilancio che non possiamo sprecare e che, proprio perché indispensabili per il nostro motore economico, devono essere investite e gestite nel migliore dei modi. Occorre, quindi, agire presto, lasciando da parte quanto possibile le discussioni legate alla prossima tornata elettorale”.

“E’ necessario – spiega – concentrarsi sui progetti da attuare, sui decreti attuativi da emanare. È in questa fase che le competenze e la capacità decisionale dei manager giocheranno la partita più importante ed è necessario che in quest’ottica siano protagonisti della realizzazione del Piano, in ragione della loro esperienza sul campo e delle competenze maturate negli anni. Vorrei, inoltre, sottolineare che l’emergenza Covid 19 e le negative conseguenze socio-economiche che ha provocato hanno messo in evidenza la necessità di saper dare risposte articolate a situazioni complesse in tempi brevi come: la salvaguardia della salute con il mantenimento e il riavvio del sistema produttivo; la chiusura delle scuole garantendo, comunque, un sistema di educazione a distanza; la limitazione delle libertà personali senza minare i principi costituzionali, ecc”.

“Di fronte ad un simile contesto – commenta Stefano Cuzzilla – non può bastare, perciò, una risposta ‘politica’ ai problemi ma serve anche il supporto di saperi e di competenze che, senza surrogarlo, fornisca al decisore politico le migliori soluzioni praticabili”.

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