Pnrr: Flepar, 'ristrutturare Pa per far partire il sistema'

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"La Pa con le sue professionalità interne può permettere alle Pmi di superare il divario tecnologico dovuto alle loro dimensioni, mettendole in rete tra loro e, con la Pa stessa per la realizzazione di un progetto comune, far ripartire l’Italia. La Pubblica Amministrazione deve essere 'rigenerata', in modo da svolgere anche un ruolo di indirizzo e assistenza per l’individuazione prima e l’attuazione poi di progetti organici e di sistema". Lo ha affermato, in audizione alla Camera dei deputati, Tiziana Cignarelli, segretaria generale della Flepar, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulla “Semplificazione delle procedure amministrative connesse all'avvio e all'esercizio delle attività di impresa", in collegamento alla semplificazione dei progetti che il Pnrr prevede di realizzare".

“Sono necessari team multiprofessionisti interdisciplinari pubblici – ha detto la segretaria dell’associazione sindacale dei professionisti della Pa , - che si interfacciano direttamente con cabina di regia e autorità preposte alla gestione del Pnrr. Pluristratificate strutture burocratiche non stanno garantendo tempestività e rapidità di monitoraggio e intervento su programmazione e attuazione dei progetti".

"Sono da attivare - aggiunge - sensori quali canali diretti interni ed esterni che consentano una cooperazioni diffusa alla realizzazione dei progetti del piano anche per prevenire disfunzioni e rischi di illegalità sostiene.

"È necessario - aggiunge Cignarelli - un insieme di progetti coordinati secondo un piano strategico, tale ricostruzione potrà determinare un apporto diretto all’ economia reale anche per far ripartire le piccole imprese, che sono quelle che hanno patito di più dalla crisi. Sia nella fase della realizzazione dei progetti che nel follow up le Pmi non vanno lasciate sole, ma devono trovare una struttura di indirizzo e sostegno che consenta loro di colmare le lacune dovute alla piccola dimensione e potenziare la loro competitività".

"Su tali premesse, - sottolinea- si potranno assicurare migliori e più qualitative interazioni istituzionali tra tutte le Pa, al fine di garantire una maggiore efficienza e concretezza operativa del sistema pubblico in termini certamente vantaggiosi posto che, in tal modo, si eliminerebbero duplicazioni e sovrapposizioni di ruoli e funzioni, evitando di incidere su risorse e attività ordinarie delle singole Pa, che così non verranno distolte dalle proprie, tipiche attività istituzionali. In tal modo si ridurranno non solo i conflitti di competenza, ma anche quelli di interesse e si otterrà una spinta verso la deburocratizzazione amministrativa; al contempo si semplificherà l’attivazione di interventi più tempestivi, efficaci e realmente operativi, più mirati per organizzazioni, modelli organizzativi, sistemi di gestione e sicurezza, nonché specificità per settori produttivi e distretti territoriali, servizi pubblici e sociali, cittadini".

“Per ottenere efficacia ed efficienza – conclude Cignarelli - occorre cambiare la struttura gestionale, da piramidale gerarchica a un sistema di decisione diffuso e trasparente che permetta di lavorare ai progetti in parallelo ed in rete”.

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