Pnrr, Uila: opportunità per agroalimentare ma serve anche altro

Red
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Roma, 19 apr. (askanews) -"Il Piano nazionale di ripresa e resilienza per il settore agro-alimentare italiano è sicuramente positivo e rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo", ma servono anche interventi su altri fronti, per rendere davvero possibile il cambiamento. Così il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza interviene sul "Lavoro Italiano Agroalimentare", giornale on-line della Uila, sul tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) di cui ha recentemente parlato, in un'intervista, il ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli. Secondo Mantegazza il Pnrr non sarà fondamentale "solo per le ingenti risorse previste (4 miliardi di euro oltre a quelle legate alla nuova Pac), ma anche per le linee di intervento individuate sulle quali investire: innovazione tecnologica, adeguamento delle strutture irrigue e rafforzamento dei contratti di filiera. Raggiungere questi obiettivi potrà fare la differenza per il successo del "food" Made in Italy e per l'economia dell'intero paese".

"Ci sono però tre aspetti, che io definisco 'colli di bottiglia' - spiega - che rischiano di condizionare la riuscita di questo progetto se non affrontati con tempismo e determinazione". "Innanzitutto, occorre 'cambiare in corsa' il sistema pubblico di regole e procedure esistenti, rendendolo più snello, efficace e maggiormente orientato verso l'innovazione e le attività di impresa; in secondo luogo è necessario un piano formativo 'eccezionale' - prosegue Mantegazza - rivolto sia agli occupati che a futuri nuovi addetti, che consenta all'agricoltore 5.0 che dovrà gestire innovazioni tecnologiche e processi innovativi, di poter disporre, in misura necessaria, di personale adeguatamente formato; infine, la sostenibilità sociale deve essere perseguita con la stessa determinazione rispetto a quelle ambientale ed economica. Non è solo una scelta etica: un cibo di qualità, al giusto prezzo, prodotto nel rispetto dell'ambiente ma da lavoratori sfruttati e pagati in nero, avrà vita breve tra i consumatori del mondo post-pandemia, sempre più esigenti e attenti alla qualità, all'ambiente ma anche al lavoro etico", conclude il segretario della Uila.