Pnrr, Valle d'Aosta: finanziamento per restauro e valorizzazione patrimonio architettonico e paesaggistico rurale

(Adnkronos) - La giunta regionale della Valle d'Aosta ha approvato l’Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale da finanziare nell’ambito del Pnrr, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 'Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale', Investimento 2.2: 'Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale'.

L’investimento è destinato a interventi di recupero di manufatti e fabbricati rurali storici, colture agricole di interesse storico ed elementi dell’architettura e del paesaggio rurale tradizionali, di proprietà di soggetti privati e del terzo settore, per garantire che tale patrimonio sia preservato e messo a disposizione del pubblico.

L’intervento è coordinato dal Ministero della cultura e si attua attraverso la pubblicazione di avvisi regionali, predisposti secondo lo schema elaborato dal medesimo Ministero integrato in ragione delle caratteristiche specifiche dei diversi contesti territoriali e paesaggistici e delle tipologie di architettura rurale.

Gli interventi possono interessare immobili per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale ai sensi del d.lgs. 42/2004 o che abbiano più di 70 anni e siano censiti o classificati dagli strumenti regionali e comunali di pianificazione territoriale e urbanistica. Gli interventi possono, inoltre, riguardare spazi aperti di pertinenza degli insediamenti rurali e aree produttive agro-silvo-pastorali che si caratterizzano come componenti dei paesaggi rurali tradizionali.

Possono essere recuperati edifici storici destinati ad abitazione rurale o ad attività funzionali all’agricoltura, come ad esempio mulini, stadel, raccards, greniers, ma anche chiese rurali ed edicole votive, terrazzamenti, fontane e altre strutture del paesaggio rurale valdostano che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati, allo scopo di tutelare e valorizzare i beni della cultura materiale e immateriale e di ripristinare la qualità paesaggistica dei luoghi, nonché di promuovere nuove iniziative e attività legate alla fruizione turistico-culturale sostenibile e legate alle tradizioni e alla cultura locale.

I beni oggetto di intervento dovranno essere resi disponibili alla pubblica fruizione, per un tempo congruo che sarà stabilito in apposito atto predisposto dal Ministero della cultura d’intesa con le Regioni, anche attraverso la realizzazione e l’allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio.

Gli interventi, pena revoca del finanziamento, dovranno essere avviati entro il 30 giugno 2023 e conclusi entro il 31 dicembre 2025. I proprietari, possessorio detentori dei beni devono impegnarsi a proseguir l’attività oggetto dell’intervento per una durata di almeno 5 anni dopo la conclusione dell’intervento.

Sono circa 2,4 milioni di euro le risorse della dotazione finanziaria che il ministero della Cultura ha assegnato con D.M. n. 107 del 18 marzo 2022 alla Valle d’Aosta, a valere sulle risorse del Pnrr, con l’obiettivo di finanziare almeno 16 interventi. Il contributo è concesso, fino ad un massimo di 150.000 euro, come forma di cofinanziamento per un’aliquota dell’80%. Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale ai sensi del d.lgs. 42/2004, ferma restando la soglia massima di 150.000,00 euro.

Come stabilito dal Ministero della cultura, la selezione degli interventi sarà a sportello ovvero la concessione del contributo sarà determinata a seguito di valutazione delle domande, in ordine temporale di arrivo delle stesse. Le domande formalmente ammissibili e che otterranno almeno 60 punti nella valutazione di merito saranno ammesse a finanziamento seguendo l’ordine temporale di presentazione e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. La valutazione di merito sarà effettuata da un’apposita Commissione nominata dalla Regione, in cui sarà presente un rappresentante designato dal Ministero, secondo i criteri stabiliti nello schema predisposto dallo stesso Ministero. I soggetti proponenti che intendono presentare la domanda di finanziamento devono essere obbligatoriamente in possesso di una casella di posta elettronica certificata e di firma digitale.

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