Polemica su 'Le Streghe' di Zemeckis, Warner Bros si scusa con disabili

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Mentre in Italia la Camera approvava il disegno di legge contro l'omofobia, la misoginia e l'abilismo (la discriminazione nei confronti di persone con disabilità), Oltreoceano la Warner Bros cercava di spegnere una polemica cinematografica proprio su quest'ultimo argomento.

La Warner Bros. si è infatti scusata dopo essere stata criticata da persone con disabilità per la rappresentazione del personaggio di Anne Hathaway nel film 'Le Streghe', distribuito da fine ottobre direttamente sulle piattaforme streaming a causa della pandemia e in Italia presentato anche alla Festa di Roma, nella sezione Alice nella Città. In una dichiarazione, la major hollywoodiana ha affermato di essere "pentita di qualsiasi offesa abbia causato".

Nel film diretto da Robert Zemeckis, che è un nuovo adattamento cinematografico del romanzo del 1983 scritto da Roald Dahl, il personaggio malvagio interpretato da Anne Hathaway, quello della Grande Strega Suprema, ha le dita centrali delle mani mancanti. Molte persone con disabilità hanno sottolineato che la Grande Strega sembra essere affetta da Ectrodattilia (o agenesia centrale), un'anomalia degli arti che viene definita comunemente anche come sindrome della "mano divisa". Ed hanno espresso il timore che ritrarre cattivi con difetti fisici possa perpetuare gli stereotipi secondo cui le disabilità sono anormali o spaventose.

Anche l'atleta paralimpica Amy Marren era intervenuta nella polemica, dicendo di essere "delusa" dalla Warner Bros. "La mia paura - ha detto - è che i bambini guardino questo film e che inizino a temere le persone con differenze negli arti". Persino l'account Twitter ufficiale dei Giochi Paralimpici ha fatto eco ai sentimenti di Marren, scrivendo: "La differenza degli arti non fa paura. Le differenze dovrebbero essere celebrate e la disabilità dovrebbe essere normalizzata".

Dopo queste reazioni, un portavoce della Warner Bros. ha affermato che lo studio è "profondamente rattristato nell'apprendere che la nostra rappresentazione dei personaggi di fantasia in 'Le Streghe' potrebbe turbare le persone con disabilità".

"Nell'adattare la storia originale, abbiamo lavorato con designer e artisti per trovare una nuova interpretazione degli artigli felini descritti nel libro", si legge nella dichiarazione. “Gli spettatori non hanno mai pensato che le creature fantastiche e non umane avrebbero dovuto rappresentarli. Questo film parla del potere della gentilezza e dell'amicizia. La nostra speranza è che famiglie e bambini possano godersi il film in questa chiave".