Polemica sulla "password di Stato" di Paola Pisano

Elisa Trincia

L'idea del ministro per l'Innovazione, Paola Pisano, di una password di Stato da utilizzare anche per servizi privati scatena le critiche dei social e la polemica politica, con Matteo Renzi che parla di un'idea "inquietante".

"Con l'identità digitale noi avremo un'unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali che potrebbe anche servire per accedere non solo ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione ma ai servizi digitali anche del privato come il conto in banca, prenotare un'auto in sharing, comprare su Amazon", ha detto Pisano a Radio Rai, spiegando che "user e password dovrebbero essere dati dallo Stato che è l'unico soggetto che ha la certezza che quello è davvero quel cittadino".

La prima reazione è dell'ex-ministro della Pa, Marianna Madia, che si dice "molto perplessa": "Credo occorra un confronto urgente sulle scelte complessive del Governo in materia di digitale e dati. Si tratta di un tema strategico per i diritti dei cittadini, la democrazia e la competitività del Paese. Alcune scelte meritano un approfondimento e un confronto ampio e non possono essere rilasciate ad improvvisazioni estemporanee".

"Vediamo di sgombrare il campo da ogni equivoco: l'identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso. In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno potrebbe essere ulteriore sistema di autenticazione" spiega via twitter Pisano. Nemmeno il successivo chiarimento del ministero, secondo il quale "non c'è nessuna nuova proposta" e Pisano "si riferiva allo SPID già usato da 5 milioni di italiani" non è servito a calmare le acque. 

Per Renzi è un'idea in stile Grande Fratello. Per Boccia un malinteso

"L'idea di fornire come Stato la password unica utilizzabile persino per i servizi privati è inquietante prima ancora che sbagliata", scrive in un post su Facebook Matteo Renzi, leader di Italia Viva, "il ministro Pisano si preoccupi di attuare il piano già predisposto lanciato dai nostri governi con Diego Piacentini e Paolo Barberis sui temi dell'identità digitale fornendo un'unica app al cittadino per tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. E metta da parte strane idee stile Grande Fratello. Siamo un Paese in cui lo Stato deve fare meno, non controllare di più".

"Il Grande Fratello al governo. Questi sono pericolosi", commenta invece su Twitter il leader leghista, Matteo Salvini.

"Sull'identità digitale c'è stato un malinteso e la Ministra Pisano ha chiarito. In ogni caso, decideremo ogni dettaglio nel confronto in corso tra le forze politiche", afferma da parte sua il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. "Le strategie sul digitale - spiega Boccia - sono un pezzo fondamentale del programma di governo, l'Italia come tutta l'Unione europea deve recuperare terreno sul piano delle regole condivise su fisco, gestione dati, diritti, conflitti d'interesse e privacy e ha bisogno del contributo non solo della maggioranza ma di tutto il Parlamento".

"Le regole di funzionamento della società digitale non sono regole settoriali ma riguardano ogni ambito della vita sociale ed economica e sarà necessaria la massima condivisione politica nel Paese e in Parlamento. Anche perché servirà una pianificazione finanziaria a lungo termine per fare del digitale e delle competenze ad esso connesse un asset strategico dello Stato", aggiunge il ministro.