Polemiche contro un parroco cesenate per il suo discorso sulle sperimentazioni dei vaccini

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omelia parroco vaccini covid
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Mentre il premier Draghi accelera sulla campagna vaccinale, è polemica contro un parroco che a Cesena ha pronunciato un’omelia criticando alcune presunte sperimentazioni eseguite per la produzione dei vaccini. In realtà si tratta di una fake news già smentita.

Critiche a un parroco di Cesena e polemiche per l’omelia

“Stiamo imparando al si salvi chi può. Addirittura, come dicevano gli antichi, “mors tua vita mea”, quindi la tua morte, è la mia salute. Vedi per esempio, la fabbricazione di tanti vaccini – a onor del vero non solo di quello anti-Covid – che prevedono ingredienti “tirati fuori” da parti organiche di feti vivi abortiti. Si tratta di aziende private o statali, non cosche mafiose, che pagano donne povere per lasciarsi ingravidare. Al quarto/quinto mese viene asportato il feto, che deve essere vivo, affinché possano essere tolti fegato, cuore e polmoni. Non si può usare un corpo morto per fare delle cose vive. Vengono così ceduti a un’azienda che sperimenta e produce vaccini, compresi quelli che conosciamo. Per esempio, il vaccino AstraZeneca. Non lo tengono neanche nascosto, perché le medicine devono dirlo. Tanto “se necessario lo facciamo”. In realtà, senza rendercene conto, nella macchina retorica del bene comune c’è dietro un mondo mostruoso dove davvero la vita degli altri è la nostra vita”. Con queste parole il parroco è finito nel mirino delle critiche.

Il video ha fatto il giro dei social. Le parole del don sono “prive di qualsiasi fondamento scientifico e pericolose”, ha commentato Enzo Lattuca, sindaco di Cesena. Spero che queste falsità palesi non abbiano effetto su chi le ha ascoltate”, ha sottolineato. Evidentemente, la fake news ha raggiunto anche la Chiesa, ma la bufala è già stata smentita dai siti di debunking.

Douglas Regattieri, vescovo della diocesi di Cesena, è intervenuto sulla questione. Ha citato una nota della Congregazione per la dottrina della fede, secondo la quale “è moralmente accettabile utilizzare vaccini anti Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”.