Polis Lombardia: riorganizzare sanità partendo da medici famiglia

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Milano, 16 nov. (askanews) - Riorganizzare la sanità lombarda partendo da una revisione del ruolo di Asst, Ats e della figura del medico di famiglia, in attesa di "mettere mano" a una riforma complessiva che superi quella del 2015. E' quanto auspicato nello Studio per la Ripartenza, pubblicato con il Rapporto Lombardia 2020 di Polis. Dallo Studio emerge che a Milano i medici di famiglia o medici di medicina generale (MMG) a inizio 2020 erano 2.114 (di cui solo 315 sotto i 50 anni), e avevano in carico in media 1.660 pazienti a testa. In primo luogo, secondo lo Studio, bisogna richiedere alle Asst un piano emergenziale per cui, a fronte di qualsiasi emergenza, siano in grado di intervenire tempestivamente per garantire le prestazioni collegate all'emergenza, quelle in continuità e il supporto ai pazienti cronici. Le Ats invece vanno riorganizzate separando le diverse funzioni in Dipartimenti autonomi: Igiene, Educazione e Prevenzione (servizi alla collettività); Programmazione, Spesa e Controllo (braccio operativo della DG Welfare); Supporto Sociosanitario e Medicina Territoriale (cure alla persona), riferimento del Coordinamento della Rete Territoriale. Quest'ultima funzione, in caso di revisione della riforma del 2015, andrebbe "scorporata" in una Azienda autonoma, complemento simmetrico della Medicina Specialistica e di Urgenza delle Asst. E' necessario poi "rimotivare professionalmente" gli MMG, favorendo la nascita di studi associati (3-4 MMG) che si configurino come "entry point" territoriale di diagnostica precoce e assistenza personalizzata (in remoto, in studio e domiciliare) dei propri 4.000-5.000 pazienti. Gli MMG che aderiscano a forme associate vanno dotati di strumentazione diagnostica flessibile e di personale infermieristico. E' necessario anche offrire opportuni spazi funzionali di concerto con i Comuni a fronte di una disponibilità degli MMG, specie i più giovani, a far parte del personale dipendente di Ats, nel Dipartimento di Medicina Territoriale. A regime, dovrebbero fare parte della Azienda autonoma scorporata. L'Ats deve inoltre organizzare una catena di governo, informazione e supporto agli Mmg. A capo ci deve essere una figura di direttore sanitario/coordinatore: a Milano, secondo lo Studio ne basterebbero 122 (50 Mmg ciascuno), che devono interagire con direttore sanitario Ats e Asst (logica del Coordinamento della Rete Territoriale). Necessario poi promuovere l'aggiornamento dettagliato della cartella sanitaria elettronica, compresi i test sierologici e i tamponi. La presa in carico del fragile/cronico infine deve essere in capo alla Ats e gestita dal Coordinamento di Medicina Territoriale, composto da rappresentanti di Ats, Mmg e Asst.