Politica e social: Calenda re di Twitter, Speranza bene su Fb, sorpresa Letta

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Carlo Calenda, Roberto Speranza, Enrico Letta (Photo: Other)
Carlo Calenda, Roberto Speranza, Enrico Letta (Photo: Other)

Sono ben lontani i tempi d’oro della ‘bestia’ di Salvini. E pure la ‘bestiolina’ renziana non gode di ottima salute. Anzi, a vedere i dati, la seconda sta molto peggio della prima. Gli utenti dei social non seguono interagiscono più con lo stesso interesse con il vertice del Carroccio e con il fondatore di Italia Viva perché - fatte le dovute proporzioni in base al numero dei follower di ciascuno - preferiscono i contenuti di altri politici. Li commentano, li condividono, lasciano reazioni, perché interessati ai temi trattati.

Chi si aspettava di vedere il segretario della Lega o, per restare nel campo del centrodestra, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in vetta alla classifica dei politici con un più alto indice di performance sui social media, resterà deluso. Secondo l’analisi di DeRev - azienda italiana che dal 2012 si occupa si occupa di strategia, identità digitale e comunicazione sui social media - sul podio si collocano, nell’ordine, Carlo Calenda, Roberto Speranza e Enrico Letta. Giorgia Meloni e Matteo Salvini arrivano subito dopo, seguiti da un nome a sorpresa: Luca Zaia. Dopo di lui c’è Silvio Berlusconi, approdato sui social da pochi anni, eppure con prestazioni migliori rispetto a Giuseppe Conte. Male i 5 stelle, nati e cresciuti sui social, lentamente, ma costantemente, accantonati dai follower. Non è un caso se verso la coda della classifica si collocano Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista. Ultimo in assoluto Matteo Renzi. Un dettaglio non irrilevante: quanto si ‘funziona’ sui social non dipende dal numero dei follower che si hanno. Anzi, le tabelle di seguito dimostrano che spesso ha molto più engagement chi è seguito da meno utenti.

Politici per indice di performance sui social (Photo: DeRev)
Politici per indice di performance sui social (Photo: DeRev)

Cosa ci dicono questi dati? Li abbiamo analizzati con Roberto Esposito, fondatore e Ceo di DeRev, entrato nel 2011 nel Guinness World Records per il post di Facebook con più commenti al mondo (per chi si chiedesse cosa ci fosse scritto, la risposta è più semplice di quanto si immagini, ma ha un lungo lavoro alle spalle. La frase, che ha ricevuto oltre 600mila commenti in tre mesi, era: “Questo sarà il post con più commenti al mondo”).

Calenda, Speranza, Letta: perché sull’engagement superano gli altri

Il leader di Azione, secondo DeRev, è il migliore in assoluto su Twitter, dove raggiunge un indice di performance del 100%. Significa che i suoi tweet interessano, vengono commentati e rilanciati molto. Il suo successo, ci spiega Esposito, è dovuto principalmente alla strategia social per le elezioni a Roma: “La comunicazione, durante la corsa a sindaco, è stata ottima, probabilmente una delle migliori”. Dopo le elezioni l’engagement si è ridotto, “non perché lui sia sparito ma perché ai suoi follower interessano di meno i contenuti che pubblica”.

Se Calenda è il re di Twitter, Speranza va molto bene su Facebook. I suoi post - rispetto a Salvini e Meloni che puntano sulla quantità, ne pubblica pochi, mediamente uno al giorno - sono molto seguiti e commentati. “Dipende anche dal momento storico - spiega ancora Esposito - alla pandemia in corso, che inevitabilmente dà maggiore visibilità al ministro della Salute. Ma in ogni caso sui social questa visibilità è stata utilizzata nel modo giusto”. La popolarità di Letta, invece, è slegata da un motivo preciso: ”È molto più trasversale - continua il ceo di DeRev - e ha una certa presa anche su Instagram, non è un caso se è stata sua la proposta di dare il diritto di voto ai sedicenni”. Dalla parte del segretario del Pd c’è anche il fatto che “non prende posizioni forti né provocatorie. Il merito della buona resa sui social, quindi, è tutto suo”. In tutti e tre i casi a premiare non è la quantità dei post, ma la qualità. Non è detto, però, che sia sempre così: “In termini di visibilità pagano sia la quantità che la qualità. Nel primo caso, però, si colpisce di più la pancia del Paese, che spesso si trova su Facebook. Nel secondo caso si parla maggiormente a una nicchia”, che però è fidelizzata.

- (Photo: Andamento dei follower su Twitter)
- (Photo: Andamento dei follower su Twitter)

A dimostrazione del fatto che il numero di follower non è per forza direttamente proporzionale al rendimento del profilo, basti considerare un dato: nella classifica dei 15 di DeRev, Letta, Calenda e Speranza sono quelli che hanno meno seguaci. Primi della lista sono invece Salvini, Conte e Renzi. Solo quarta Giorgia Meloni.

- (Photo: DeRev)
- (Photo: DeRev)

Instagram: “Nessuno ha trovato la chiave per i giovani”. L’exploit di Berlusconi

Un dato accomuna tutti i politici, o quasi, è la difficoltà a sfondare su Instagram: “Nessuno ha trovato la chiave per parlare ai giovani”, ci dice ancora Esposito. E ciò è dimostrato dal fatto che su Instagram non sfonda nessuno. Letta piace, è vero, ma va comunque meglio su Facebook e Twitter. Ma a cosa è dovuta questa fatica sul social delle foto? “Su Facebook è più facile, un po’ per l’algoritmo, un po’ perché è più semplice cavalcare i trend, o fare post populisti - continua il ceo di DeRev - su Instagram, invece, c’è un’utenza più giovane, nativa digitale, che conosce bene i social e, potremmo dire, non ci casca”.

Ci sono solo due figure che fanno eccezione, almeno per quanto riguarda la crescita dei follower: Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. La curva crescente della leader di Fratelli d’Italia si spiega con il consenso che sta avendo il suo partito. Quella di Berlusconi ha origini diverse e, se vogliamo, più interessanti. Perché uno dei politici più anziani sulla scena piace ai giovani? Perché ha fatto un percorso: “Inizialmente - prosegue Esposito - era terrorizzato dai social, ne stava alla larga, perché abituato alla comunicazione unidirezionale. Quella della tv, in particolare, e dei giornali. Per questo motivo ne è stato alla larga. Quando è approdato sui social, inizialmente ha fatto fatica. Poi ha ingranato, complice il suo riposizionamento, il suo presentarsi come figura saggia e rassicurante che guarda al Quirinale. E i dati dimostrano che sta funzionando”.

Andamento follower su Instagram (Photo: Other)
Andamento follower su Instagram (Photo: Other)

Meloni sta rincorrendo Salvini “e lui dovrebbe preoccuparsi”

La sfida a destra c’è anche sui social. Salvini resta campione assoluto di follower, ma al momento nulla di più. Il leader della Lega, che ha fatto della comunicazione social uno dei suoi cavalli di battaglia, in questo momento è in difficoltà. E non bastano i 4,6 milioni di follower su Facebook, i 2,26 milioni su Instagram e i l′1,4 su Twitter per giudicare positivamente le sue prestazioni social. Nell’indice delle performance di DeRev il leader del carroccio si colloca al quinto posto, dietro Giorgia Meloni: “Salvini sta iniziando a piacere di meno, è segno che ha stancato, anche nella comunicazione social. Perché non ha idee nuove e anche perché il far parte del governo Draghi gli sottrae occasioni di polemica. L’addio di Morisi c’entra poco, perché i suoi effetti si vedranno nei prossimi mesi”, spiega ancora esposito. Se continua così, la leader di Fd’I lo supererà anche nel mondo virtuale: “Meloni, che sale in tutti i social, sta rincorrendo Salvini e piano piano lo sta raggiungendo. Lui se ne dovrebbe preoccupare”.

- (Photo: Other)
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La debacle di Renzi e dei 5 stelle

C’è chi scende e c’è chi sale. In quest’ottica, Matteo Renzi è prossimo al fondo. Basta anche un’occhiata rapida alle tabelle per vedere che i follower lo abbandonano e anche chi rimane sui suoi canali, è disinteressato ai suoi post. “Anzi - continua il ceo di DeRev - a volte i post sono un’occasione di perdita di altri utenti”. Il leader di Italia Viva, spiega ancora Esposito, “dà la sensazione di
essere caduto in disgrazia e di aver perso il feeling con la base”. Un discorso a parte meritano i 5 stelle. “Sono nati sul web, erano i più bravi sui social e mostrano un andamento particolare. Di Battista e la Raggi, ad esempio, non esistono. Cala anche Di Maio”. Giuseppe Conte tiene su Twitter, ma da quando non è più premier ha avuto un crollo vertiginoso

Chi paga e chi no: quanto valgano le sponsorizzazioni

Ci sono politici che pagano per avere visibilità e loro colleghi che invece non versano un euro. E spesso ottengono risultati migliori. Il politico che ha pagato di più è Salvini, che ha speso quasi mezzo milione di euro per sponsorizzare 674 post. Dopo di lui c’è Matteo Renzi, che però con 227mila euro ha pubblicizzato 2501 post. Segue Calenda, che con poco più di 136mila euro ha sponsorizzato 295 post. Giorgia Meloni ha sborsato quasi 68mila euro per 127 post. Seguono Berlusconi e Vincenzo De Luca. Il presidente della Campania è uno dei due governatori presenti nella lista di DeRev. Enrico Letta, invece, ha pagato appena 850 euro. Neanche un soldo è stato speso invece dai 5 stelle e da Roberto Speranza. Che, però, anche se è seguito da una nicchia, ha delle ottime prestazioni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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