Polizia apre indagine su No Vax e No Green Pass: cosa rischiano

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La Polizia Postale ha aperto un'indagine con l'obiettivo di identificare chi ha diffuso su Telegram i contatti privati di politici, medici e giornalisti finiti nel mirino di alcuni gruppi No Vax e No Green Pass. I responsabili potrebbero essere indagati per "istigazione a delinquere con l'aggravante dell'utilizzo di mezzi informatici con finalità terroristiche". 

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Come dichiarato dal direttore della Polizia postale Nunzia Ciardi, secondo quanto si legge da Sky TG24: "Stiamo lavorando per identificare, attraverso le indagini sui canali Telegram, i responsabili da deferire all'autorità giudiziaria per vari reati, tra questi anche quello di istigazione a delinquere con l'aggravante dell'utilizzo di mezzi informatici con finalità terroristiche: la stessa Procura di Torino ha incardinato un fascicolo dove si ipotizza questo reato". 

"Negli ultimi giorni il fenomeno è aumentato annunciando grandi mobilitazioni. Ma la strategia di contrasto messa in campo dal Viminale ha avuto un suo effetto", ha aggiunto, sottolineando che "è in corso un'investigazione piuttosto complessa, gli iscritti ai canali sono tantissimi. Stiamo lavorando per oscurarli e identificarne il più possibile".

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Fra le vittime delle intimidazioni c'è anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che in riferimento agli autori (ancora anonimi) delle minacce ricevute aveva detto: "Parlano di libertà, di vita, e poi minacciano di morte le persone. Frasi come “ti sparo, devi morire”, aggressioni fisiche e verbali. Si sta superando ogni limite".

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