Polizia uccide afroamericano a Minneapolis, seconda notte di proteste

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Seconda notte di proteste per l’uccisione di Daunte Wright, il 20enne afroamericano ucciso dalla polizia a Brooklyn Center, un sobborgo del Minnesota. L’episodio ha acceso una nuova ondata di assalti con manifestanti che hanno violato il coprifuoco, proprio nei giorni in cui a Minneapolis è in corso il processo contro l'agente Derek Chauvin accusato dell'uccisione di George Floyd avvenuta lo scorso maggio.

Wright è stato ucciso da una poliziotta che gli avrebbe sparato con quello che pensava essere un 'taser'. Il ragazzo era stato fermato mentre era in auto con la fidanzata. Durante l’identificazione, gli agenti si erano accorti che sul ragazzo c'era un ordine d'arresto per non essersi presentato, settimane prima, davanti al giudice. Wright era stato denunciato per porto d'armi senza avere la licenza. Il ragazzo, dopo essere riuscito a rientrare in auto per tentare la fuga, è stato raggiunto da un colpo di pistola. 

La città di Minneapolis sembra essere tornata indietro di mesi, ai giorni di protesta al grido di Black lives matter con scontri in piazza, lacrimogeni e attacchi ai dipartimenti di polizia.

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